«Una strada lasciata allo stato brado». È la testimonianza di Carlo Ibba, uno dei residenti di via Sant’Esu. «Ci hanno promesso che sarebbe stata risistemata, ma ancora non è stato fatto. Il problema principale è la grandissima quantità di buche». Un vero incubo per gli automobilisti. «E la vegetazione nei fossi e canali ha raggiunto livelli da Rio delle Amazzoni», fa notare Maria Saba. E poi c’è la ruspa abbandonata, forse rubata, e poi incendiata. «Prima era circondata dal nastro rosso e bianco, con un segnale. Ora qualcuno ha rubato il segnale e anche la benna. Bisogna ripristinare la segnaletica, altrimenti le auto rischiano di andarci contro, soprattutto di notte», fa notare la consigliera di Progetto per Sestu Valentina Collu. Ma per rimuoverla è necessario rintracciare il proprietario, e su ciò stanno indagando i Carabinieri. Se non si trova dovrà occuparsene il Comune, con una procedura lunga e complessa. «La strada Sant’Esu ha criticità legate al deterioramento del manto stradale, realizzato in passato senza un adeguato fondo. Questo ne ha compromesso la durabilità, anche a causa del passaggio di mezzi pesanti. Oggi il ripristino complessivo richiede risorse economiche rilevanti, ma si auspica di poterlo inserire nella programmazione dei lavori pubblici nei prossimi anni», dichiara l’assessora a Verde Pubblico Roberta Argiolas, «abbiamo comunque effettuato vari interventi: nel 2022 lavori di pulizia, ripristino e potenziamento delle cunette, dei tombini e dei cavalcafossi; a febbraio 2025 il rifacimento delle cunette, del cavalcafosso e dell'asfalto nel tratto più critico».
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