Si arricchisce di un nuovo capitolo il braccio di ferro sulla Tari. A riaprire il caso è la consigliera Franca Cicotto, che da tempo porta avanti una battaglia per la revisione del regolamento del tributo. Nel mirino, il mancato recepimento da parte del Comune delle prescrizioni della Garante del contribuente Grazia Corradini, che a maggio e dicembre 2025 – allertata dalla stessa Cicotto – aveva raccomandato all’amministrazione di modificare il regolamento.
La battaglia
Ora la consigliera annuncia possibili sviluppi in altre sedi: «Mi riserverò di fare tutti i passi consentiti dalla legge per vedere tutelati i diritti dei contribuenti di fronte a una situazione vessatoria». Il nodo della questione ruota intorno alla determinazione del numero di occupanti delle utenze domestiche, che nel regolamento 2024 era su base annuale e nel 2025 è passato su base semestrale. Questo vuol dire che se un componente muore o cambia residenza, continua a incidere sulla Tari del nucleo familiare fino a successiva cristallizzazione. «Questo è illegittimo e viola il principio secondo cui chi inquina paga», attacca Cicotto. «Invito tutti i cittadini che hanno ingiustamente pagato doppio a rivolgersi alla Garante. Pur non avendo natura coattiva, le sue sollecitazioni costituiscono atti qualificati e non possono essere ignorati».
Botta e risposta
L’esponente della minoranza protesta anche per non aver potuto discutere l’argomento in Consiglio, in quanto l’interrogazione presentata non è stata ritenuta urgente. Del tutto opposta è la visione del sindaco Tomaso Locci: «La consigliera chiedeva in maniera pretestuosa di portare all’attenzione dell’Aula una questione legata alla sua situazione personale, senza averla inserita all’ordine del giorno», ribatte. «Rispettiamo quanto affermato dalla Garante, ma come ho già ripetuto il parere non è vincolante. Abbiamo rispettato le leggi e continueremo a farlo». Secondo il Comune, la determinazione del numero dei componenti a una data fissa non sarebbe illegittima in quanto rispondente a un criterio di semplificazione, evitando continui ricalcoli del tributo. Inoltre, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, deputato al controllo degli atti in materia di entrate, non avrebbe avanzato rilievi. «I nostri uffici hanno cognizione delle norme e riteniamo che quanto fatto sia legittimo. Oltretutto abbiamo già aperto alla modifica del regolamento, rendendo il conteggio semestrale», continua Locci. «Rimandiamo quindi al mittente l’ennesima provocazione».
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