Bosa.

Botte per una catenina, due arresti  

Nei guai un 26enne e l’amico: insieme avevano picchiato il rivale 

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Era stata una vera spedizione punitiva nei confronti del presunto mandante del furto di una catenina. Un’aggressione davanti al bar che dopo l’arresto di Filippo Piga, cinquantenne bosano, ai primi di giugno, ieri ha portato ai domiciliari il figlio Giovanni, 26enne e l’amico Gianmario Cocco (38).

L’indagine

È l’ultimo tassello dell’indagine dei carabinieri di Bosa e Macomer, guidati dal comandante Giovanni Maria Seu, che ieri hanno dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Oristano, su richiesta della Procura: i reati contestati sono rapina aggravata e lesioni personali. I carabinieri, grazie anche alle immagini della videosorveglianza che avevano ripreso l’aggressione davanti al bar e alle testimonianze, hanno potuto ricostruire l’accaduto e rintracciare tutti i responsabili del pestaggio in strada e della successiva rapina.

La vicenda

Tutto era successo l’8 giugno a Bosa dopo che Filippo Piga era riuscito a individuare l’uomo che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe organizzato il furto di una catenina in oro ai danni del figlio. Dopo averlo cercato invano nei luoghi frequentati abitualmente, era riuscito a rintracciarlo all’interno di un bar. Fra i due si era subito accesa una discussione molto animata, tanto che il gestore del locale aveva cercato di calmare gli animi e riportare un po’ di ordine, invitando i due ad allontanarsi dal bar. Una volta in strada, la situazione era degenerata: erano volati insulti, poi Piga insieme ad altri due uomini (che inizialmente non erano stati individuati) aveva picchiato violentemente il rivale, riuscendo a strappargli una catenina in oro che teneva al collo. Poi la fuga in auto, mentre il titolare del bar aveva chiamato i carabinieri che avevano avviato gli accertamenti. Erano stati sentiti i testimoni e visionate le telecamere, poi era stato rintracciato Filippo Piga che era stato arrestato con l’accusa di rapina aggravata e lesioni personali. Le indagini sono andate avanti e su ordinanza del giudice sono finiti ai domiciliari anche il figlio Giovanni e l’amico Gianmario Cocco. Il procedimento penale, come ricordano dal comando Carabineri, è nella fase delle indagini preliminari.

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