Brčko . Le immagini che precedono la tragedia. L'imponente Chinook dell'Esercito italiano dal caratteristico doppio rotore si avvita su sé stesso in un movimento a spirale discendente mentre vola a bassa quota e si schianta a terra in una zona di campagna del distretto di Brčko, in Bosnia. A bordo c’erano 15 militari della missione Eufor Althea. Il bilancio è di quattro italiani morti: due dell'Esercito e due della Croce Rossa. Undici i feriti, nessuno dei quali sarebbe in pericolo di vita. La Difesa ha immediatamente disposto l'invio di un'équipe medica per garantire loro il massimo supporto e aperto un'inchiesta per accertare le cause. Nell'area dell'incidente sono subito scattati i soccorsi, con l'intervento di vigili del fuoco e protezione civile oltre ai militari di Eufor.
Lo scenario
Sul terreno è rimasto l'elicottero a pezzi ed è risultato particolarmente complesso il lavoro di estrazione dei corpi dalle lamiere. Due delle vittime sono i militari dell'aviazione Simone Ruggia, salernitano, e Claudio Marchesi, 35 anni, di Orvieto. Appartenevano invece al corpo della Croce Rossa militare il tenente medico Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, infermiera 24enne di Andria.
Il Chinook era partito per la Bosnia mercoledì da Viterbo. Cordoglio bipartisan della politica, con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha inviato un messaggio al capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, esprimendo «profonda commozione: in questa triste circostanza, voglia rendersi interprete presso l'Esercito Italiano e il Corpo Militare della Croce Rossa dei miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento, chiedendo loro di esprimere ai familiari delle vittime la mia vicinanza e solidarietà». L'incidente è avvenuto nel pomeriggio. Non c'era maltempo. Le immagini riprese da terra e che circolano in rete mostrano un cielo appena velato. Il ministero della Difesa fa sapere che le cause dell'incidente «sono in corso di accertamento».
Le indagini
L’elicottero potrebbe aver urtato i cavi ad alta tensione. Ma l’ipotesi è tutta da verificare. Eufor spiega che il velivolo stava conducendo un «addestramento di routine«. L'ambasciatrice d'Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, si è recato nella zona della tragedia: «non è ancora chiara - riferisce - la dinamica dell'incidente, che sarebbe avvenuto in fase di decollo dall'aeroporto di Brčko, quindi immediatamente dopo». Alcuni testimoni oculari raccontano che l'elicottero volava a bassa quota prima dello schianto e ha effettuato diverse virate prima di toccare terra. A prestare le prime cure sono i sanitari del distretto di Brčko, vicino al confine orientale con la Croazia, a circa 120 km dalla capitale Sarajevo. Il velivolo, ha racconta all'Ansa il sindaco Sinisa Milic, «è caduto in una zona disabitata, non lontano dalle prime case del villaggio di Gorica». Il Chinook è un elicottero costruito nei primi anni '60 impiegato massicciamente nella guerra in Vietnam dalla forze armate americane. Oggi viene utilizzato da tanti Paesi per le sue elevate capacità di carico: può portare fino a 50 persone. Era uno dei mezzi della missione Eufor Althea a guida italiana dal gennaio di quest'anno. Un'operazione nata nel 2004 e che punta a stabilizzare una delle sei repubbliche nate dalla disgregazione della ex Jugoslavia.
Il Governo
«Il mio pensiero - ha dichiarato la premier Giorgia Meloni - va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, stanno vivendo ore di angoscia». Cordoglio è stato espresso anche dal ministro della Difesa Ugo Crosetto: «Avete lasciato questa terra onorando il vostro giuramento di servizio all'Italia. Mi inginocchio di fronte a voi, pregando perché i vostri cari possano superare questa tragedia».
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