Finanza.

Borse, l’Europa brucia 116 miliardi. Milano si salva (-0,29%) 

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Ancora acque agitate sui mercati, mentre si allungano i tempi per la fine della guerra in Medio Oriente. Le quattro settimane annunciate da Donald Trump appaiono ormai una previsioni superata, con il conflitto che si inasprisce giorno dopo giorno. Un quadro che ha provocato un balzo delle materie prime con il petrolio che ha sfondato la soglia dei 100 dollari al barile e le Borse europee che hanno bruciato altri 116 miliardi di capitalizzazione, che si aggiungono ai 918 miliardi della settimana scorsa. L'incertezza sull'evoluzione del conflitto ha fatto schizzare l'indice Vix, termometro della volatilità a Wall Street, ai massimi dall'aprile 2025 per effetto dei dazi annunciati dal presidente Usa Donald Trump.

Sul fronte azionario, dopo il tracollo dei listini asiatici, le Borse europee hanno recuperato nel finale, con lo stoxx 600, l'indice che raggruppa i principali titoli quotati sui mercati azionari del Vecchio continente, in calo dello 0,6%. Maglia nera per Parigi (-0,98%). Male anche Francoforte (-0,77%), Londra (-0,34%) e Milano (-0,29%). Se si guarda verso un quadro più generale, ciò che maggiormente crea apprensione è l'aumento delle materie prime energetiche. A fine giornata il gas segna un rialzo del 5,75% a 56,45 euro al megawattora, mentre il petrolio viaggia poco sotto i 100 dollari al barile. In particolare il Wti sale del 4,4% a 94,78 dollari e il Brent guadagna il 7% a 99,44 dollari. Gli analisti di Barclays ipotizzano un aumento del prezzo del Brent ben oltre i 120 dollari al barile, nel caso in cui la situazione attuale «dovesse persistere per un altro paio di settimane». Ma ieri sera sono arrivati i primi segnali positivi, con un improvviso calo del prezzo del greggio.

Il punto centrale è capire come ora il petrolio reagirà alle ultime notizie (telefonata Trump-Putin) con la situazione nello Stretto di Hormuz che può cambiare in ogni momento in meglio o in peggio. Il mercato sta «trattando questa crisi come un potenziale choc fisico sull'offerta globale», aggiunge Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia. Ed è in questo contesto che il mercato stima che la Bce potrebbe rialzare non una, come era previsto venerdì, ma due volte i tassi entro il 2026.

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