Brasile

Bolsonaro jr, la fuga dello sconfitto Gli Stati Uniti gli danno asilo politico 

A piedi in Argentina, poi il volo per la Florida dove lo aspettava il fratello 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

San Paolo. Due giorni dopo la batosta elettorale, Flavio Bolsonaro ha violato il divieto dei giudici di lasciare il Brasile ed è fuggito in Florida, insieme alla moglie Fernanda e alle figlie, Luíza e Carolina. L’amministrazione Trump ieri ha fatto sapere che è disposta a concedergli l’asilo politico. Ad aspettarlo il fratello Eduardo, anche lui latitante, che vive tra Orlando e Miami, grazie alla green card rilasciata sempre dalla Casa Bianca. Il visto Usa è l’ultimo gesto di amicizia americano per il candidato di ultradestra. Il penultimo era arrivato dopo l’esito travolgente del ballottaggio, con Trump che si era rifiutato di riconoscere la vittoria di Lula.

Il colpo di scena

Appena il 4 ottobre la storia sembrava indirizzata a un finale totalmente diverso. Bolsonaro al primo turno aveva ottenuto il 47,03% dei voti contro il 45,16% di Lula. Un vantaggio non immenso, ma nelle due settimane successive il secondo classificato doveva scalare anche quel circa 8% di preferenze che al primo turno erano andate a candidati minori ma comunque antilulisti. E quindi a tutti, a cominciare dai bookmakers, sembrava certo che Bolsonaro jr sarebbe diventato presidente e avrebbe graziato il padre, sconfitto da Lula alle precedenti elezioni. Ma il vecchio presidente ha firmato una rimonta senza precedenti e ora lo sconfitto è un latitante politico.

È l’epilogo di una giornata febbrile in cui l’ex candidato alla presidenza ha fatto perdere ogni traccia di sé, alimentando una sorta di giallo internazionale. Atterra nell’America del tycoon, l’amico di famiglia, da ex leader perdente, sotto inchiesta e politicamente screditato: mentre era in volo il suo partito lo ha mollato riconoscendo la vittoria di Lula, che ieri ha festeggia gli 81 anni da presidente per la quarta volta. Il suo è un gesto che segna plasticamente la fine della stagione politica del bolsonarismo. Già lunedì si capiva come sarebbe andata a finire. Dopo la visita al padre Jair ai domiciliari, forse per un ultimo saluto, Flavio aveva reso noto che il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes gli aveva intimato di consegnare i suoi passaporti entro 24 ore e di non uscire dal Paese. Fuori dalla casa paterna di Brasilia, Flavio ha detto la sua ennesima bugia: «Non intendo lasciare il Brasile, questa misura è assolutamente ingiustificata», protestava. E alla menzogna si è aggiunto l’impegno a «guidare l’opposizione» al presidente confermato.

Il jet privato

Ma ieri mattina dai media argentini sono arrivate le prime indiscrezioni su un jet privato pronto per il decollo nell’aeroporto di Iguazu. E fra i nomi dei passeggeri c’era quello di Flavio. Il governo amico di Milei ha smentito categoricamente: Bolsonaro non è entrato nel nostro Paese. Intanto la polizia brasiliana era già alle calcagna, verificando ogni valico di frontiera. Scadute le 24 ore il giudice ha annunciato l’annullamento dei suoi passaporti, ma ormai era tutto inutile. I suoi familiari avevano appena riferito ai media brasiliani della fuga verso di States. Con ogni probabilità lui e la sua famiglia sono entrati clandestinamente e a piedi in Argentina, un po’ come fece nel 2025 l’ex deputata bolsonarista italo-brasiliana Carla Zambelli. Secondo la Cnn, la soffiata del volo di Iguazu con lui a bordo è stato un depistaggio: pare che sia partito da un’altra città argentina. Ma poco conta, ora che è scappato.

Il giudice de Moraes

Flavio Bolsonaro raggiunge il fratello Edoardo, fuggito anche lui in Usa dal febbraio 2025 per sottrarsi al mandato di arresto, emesso quando era ancora deputato sempre dallo stesso giudice Alexandre de Moraes. Edoardo Bolsonaro stato condannato in via definitiva a 4 anni e 2 mesi di reclusione per aver utilizzato il suo ruolo per sollecitare sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti contro il giudice che stava indagando, lo stesso che poi condannò il padre Jair a 27 anni per il tentato golpe del 2023. Su Flavio invece per il momento non pende alcun mandato di arresto ma è nei guai giudiziari fino al collo. E non essendo stato eletto, la sua immunità finirà a febbraio. Al momento l’ex candidato alla presidenza è indagato alla Corte suprema federale su due fronti. Nel caso “Dark Horse” è accusato di corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione di valuta, nell’ambito dell’inchiesta sul finanziamento del film dedicato al padre Jair Bolsonaro. In esame ci sono fondi riconducibili all’ex banchiere Daniel Vorcaro, attualmente in carcere per una maxi frode, e fondi pubblici parlamentari. Poi è indagato anche nel caso Willer Tomaz: qui l’accusa è sospetto riciclaggio di denaro e presunte irregolarità finanziarie legate a società, piattaforme di scommesse.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?