La Commissione europea boccia i tagli della nuova proposta irlandese sul negoziato per il futuro Bilancio Ue dal 2028 al 2034, mentre le regioni alzano le barricate contro una riforma che rischia di concentrare gli investimenti nei territori più forti, aggravando le disuguaglianze e indebolendo la competitività dell'Europa.
A tre giorni dal vertice europeo di Bruxelles, il negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale si infiamma su due fronti: quello delle risorse, con l'esecutivo comunitario che contesta la riduzione di 141 miliardi proposta dalla presidenza irlandese, e quello della distribuzione dei fondi, con i territori che denunciano il rischio di una competitività che premia soltanto le regioni più ricche.
La proposta irlandese per il negoziato tra i Ventisette riduce dell'8% le richieste della Commissione, portando il bilancio a 1.622 miliardi di euro a prezzi costanti 2025. Salvaguarda sostanzialmente agricoltura e coesione, ma concentra i tagli su competitività, ricerca, sicurezza e azione esterna. Una mediazione che non soddisfa né i Paesi frugali, che hanno già chiesto a gran voce altri tagli, né il Parlamento europeo, contrario a sacrificare gli investimenti. Gli ambasciatori dei Ventisette hanno comunque accettato il testo come base negoziale.
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