La tragedia

Bimbo di nove anni  muore sulla spiaggia davanti ai genitori 

Santa Teresa Gallura, inutili i tentativi di salvare il piccolo turista norvegese 

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Si è spento davanti ai genitori, nel posto dove era arrivato con loro per trascorrere le vacanze. Prima i valori alterati, poi l’arresto cardiaco, infine la morte nonostante tutti i disperati tentativi di rianimazione. È finita così l’esistenza di una bambino norvegese di nove anni, all’interno di un resort del litorale di Santa Teresa Gallura, in un settore della struttura vicina alla spiaggetta della Licciola. La tragedia si è consumata poco dopo le 10 di ieri in un complesso di Valle dell’Erica. Sul posto sono intervenuti il personale del 118 con un’ambulanza e l’equipaggio di un velivolo dell’Elisoccorso, insieme ai Carabinieri della Stazione di Santa Teresa Gallura. Purtroppo per il bambino è stato tutto inutile, il malore che ha colpito il piccolo ha avuto un esito letale.

Genitori sconvolti

Il padre e la madre della giovanissima vittima, sconvolti e annichiliti, sono stati soccorsi dai medici, hanno assistito al dramma in tutte le sue fasi. L’altra protagonista dei fatti di ieri mattina è stata una dottoressa, convenzionata con il resort dove si trovava il piccolo, che ha tentato tutto il possibile per salvare il bambino. La Procura di Tempio, informata immediatamente dai carabinieri, ha aperto un fascicolo coperto dal massimo riserbo. Le indagini, a carico di ignoti, sono coordinate dalla pm Sara Martino.

Malessere da giorni

Il primo atto delle indagini sarà l’autopsia disposta dalla pm Martino. Non è stato reso noto il nome del medico legale incaricato e la data degli accertamenti. La salma del bambino è stata trasferita a Sassari, nell’Istituto di Medicina Legale. L’autopsia potrebbe essere effettuata venerdì o al più tardi i primi giorni della prossima settimana. La Procura di Tempio ha raccolto le primissime informazioni sulla tragedia, sentendo i genitori della vittima, il personale del resort, ma soprattutto la dottoressa che ha prestato i primi soccorsi. Stando al poco che trapela dagli uffici giudiziari, il bambino stava male da giorni, probabilmente già al momento della partenza da Oslo, avvenuta il 2 luglio. Si parla di un malessere generale e mal di pancia. Sempre stando a indiscrezioni, la dottoressa del resort sarebbe stata informata delle condizioni del piccolo e avrebbe effettuato, con scrupolo, una serie di accertamenti che hanno tutti avuto esito negativo.

La Procura di Tempio sta approfondendo, tra le altre circostanze, proprio quella delle cure prestate al piccolo negli ultimi giorni. Ma, dalle prime verifiche, sembra esclusa qualsiasi sottovalutazione del malessere segnalato dalla coppia norvegese. Sono stati svolti accertamenti anche sulla qualifica e il contratto di lavoro della dottoressa che è intervenuta per prima dopo il malore del bambino. La specialista opera sulla base di una convenzione privata regolare ed è abilitata per questo tipo di assistenza sanitaria nelle strutture ricettive.

Le cause del decesso

Solo dopo l’autopsia si avrà qualche elemento in più sulle possibili cause della tragedia di Valle dell’Erica. Stando a quanto accertato dalla polizia giudiziaria, il piccolo norvegese non aveva patologie note e non era allergico. È stata esclusa anche una intossicazione alimentare. La pm Sara Martino ha ordinato una indagine accurata sulla tragedia.

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