BOrdigherA. È morta perché l'hanno picchiata. Tante volte, così tante che la piccola, 2 anni, non ce l'ha fatta. Se l'è portata via un trauma cranico violento dopo giorni di «percosse di selvaggia intensità», di vessazioni «crudeli». Per queste sevizie Manuel Iannuzzi, il compagno della madre della piccola, è stato arrestato ieri. E a lei, M. A., già in carcere per omicidio preterintenzionale, inquirenti e investigatori adesso contestano lo stesso reato dell'uomo: maltrattamenti aggravati e continuati da cui è derivata la morte della bambina.
Schiaffi e pugni
La svolta è arrivata ieri, dopo mesi di indagini scattate quando, il 9 febbraio, il cadavere della piccola era stato trovato in casa della madre.Il medico legale aveva trovato sul corpo di Beatrice lividi e escoriazioni. Le contraddizioni e le bugie della donna, col referto del medico legale, hanno innescato le indagini dei carabinieri coordinati dalla procura di Imperia. Ieri il procuratore capo Alberto Lari, con molta commozione, ha spiegato un’indagine meticolosa che ha portato alle misure cautelari ancor prima del deposito definitivo delle consulenze del Ris di Parma e del medico legale.
Il quadro di violenze è descritto nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip, che he elencato i «gravissimi indizi di reato» raccolti dagli inquirenti e avvalorati dalle dichiarazioni delle due sorelle maggiori della piccola Bea. Secondo la ricostruzione della Procura, Beatrice sarebbe stata vittima di ripetute aggressioni fisiche: schiaffi, pugni al volto e sul corpo, capelli tirati, colpi inferti con una ciabatta, spinte contro il muro, cadute provocate volontariamente. Il decesso del 9 febbraio non sarebbe quindi un episodio isolato ma l'ultimo atto di una lunga serie di maltrattamenti.
Le sorelline lasciate sole
Condotte «crudeli» certificate anche in alcune foto trovate nel cellulare di Iannuzzi, che ritraggono la bambina dopo i pestaggi, e addirittura in un video in cui la piccola piange perché viene costretta a fumare tra le risate dei due adulti. Tra gli aspetti emersi dalle indagini ce n'è anche uno del giorno in cui Beatrice è morta e riguarda anche le due sorelline di 9 e 7 anni. «Quella mattina, per farla riprendere, l'hanno tenuta sott'acqua e poi le hanno dato dello zucchero» dicono gli inquirenti, ma la piccola era già morta.
Proprio la gestione quotidiana delle tre figlie della donna è ricordata nelle carte dell'inchiesta. Le bambine sarebbero state lasciate spesso sole di notte, mentre la madre stava col compagno, benché la sorella maggiore telefonasse alla mamma sollecitandone il ritorno a casa.
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