Politica.

Biennale, Lega e M5S contro l’Unione europea 

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ROMA. Torna ad accendersi lo scontro politico dopo l’annuncio della Commissione europea sul taglio dei fondi per la Biennale di Venezia, dopo la decisione di riaprire il padiglione russo nell’ultima edizione della manifestazione. La Lega, anche con la sua sottosegretaria al ministero della Cultura Lucia Borgonzoni, insiste – unica nella maggioranza – nella posizione a difesa dell’istituzione veneta e contro la decisione di Bruxelles, che giudica illiberale («Quanto sta accadendo con il caso Biennale è semplicemente inaccettabile») e trovando, invece, vicinanza di vedute con il Movimento 5 Stelle («Il ricatto di Bruxelles alla Biennale di Venezia per piegarne l’autonomia è semplicemente vergognoso», come spesso accade sulle vicende relative alla guerra in Ucraina.

L’Ue non ha ancora messo nero su bianco la decisione, ma l’input politico è arrivato e ora si attendono solo i passaggi formali. Non è bastato il carteggio di maggio e giugno, a cui peraltro l’istituzione culturale ha risposto punto per punto. La vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen ha annunciato su X che il dado è tratto con l’invio della raccomandazione all’Eacea, l’agenzia europea per la Cultura e l’Educazione, di sospendere i finanziamenti da due milioni alla Fondazione. La Biennale si dice pronta «a far valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti».

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