È un fuoco che non smette di essere alimentato il caso Russia alla Biennale d'Arte di Venezia. Ieri è arrivato un nuovo affondo dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. «Inopportuno portare fino Venezia» le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Mattarella in occasione dei David di Donatello al Quirinale, dice Giuli pungendo Buttafuoco, che aveva citato nella conferenza del 6 maggio le raccomandazioni del capo dello Stato di «andare avanti, avere audacia, sviluppare in libertà i progetti». Resta, aggiunge il ministro della Cultura, che «la Russia putinista è presente a Venezia grazie ad un accordo fatto alle spalle del governo aggirando le sanzioni».
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