La delusione.

Bielsa, che flop: «All’Uruguay non lascio nulla» 

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Un Mondiale a testa bassa. Marcelo Bielsa ha conquistato, non a caso, il soprannome di Loco. Che, tradotto, vuol dire controcorrente. Così il tecnico argentino dell'Uruguay, eliminato ieri notte dopo un disastroso Mondiale con una papera del portiere Muslera, ha contravvenuto solo per un attimo alla regola che si era dato arrivato in Messico, di non guardare mai la telecamera. «Perché resto a testa bassa? Non sono un modello...», aveva risposto Bielsa quando il fotografo ufficiale della Fifa non era riuscito a fargli alzare lo sguardo, fisso sui piedi. «Sbrigatevi con questa intervista», ha urlato un nervosissimo Bielsa, guardando nella telecamera, subito dopo lo 0-1 con la Spagna che ha condannato la sua nazionale. E poi, ancora un'intervista a testa bassa. «Non vale il quarto posto nel girone di qualificazione, non vale il terzo in Coppa America. Dopo questo Mondiale, posso dire cosa lascio alla nazionale dell'Uruguay: nulla», il severissimo addio di Bielsa. I media di Montevideo hanno raccontato di una spaccatura netta tra il ct e la squadra: la conferma dalla foto di Bielsa, che dopo la partita è restato a lungo sul bus della squadra, tutto solo, a guardare il suo telefonino. A condannare l'Uruguay, nella terza partita con la Spagna, è stato un gol di Alex Baena al 42’ del primo tempo, ma soprattutto la papera di Muslera sul suo tiro innocuo. La squadra di Bielsa è stata così scavalcata al secondo posto da Capo Verde. «Non avrei mai immaginato - le parole del portiere ex Lazio - che il calcio potesse riservarmi una delusione così forte. Mi sono scusato con i compagni, e devo chiedere scusa anche a tutti gli uruguaiani».

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