Mostra del Cinema.

Bernardo Bertolucci per sempre E poi, a Venezia, arrivano le donne 

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Ereditare «una sceneggiatura di Bernardo Bertolucci è sicuramente una grande responsabilità, anche se le sue tematiche sono molto vicine alla mia visione di individuo, di coppia e di sfumature dell'amore». Lo spiega Andrea Pallaoro che ha firmato l'adattamento dell'ultima sceneggiatura del grande regista, “The Echo Chamber”, secondo film italiano a scendere in campo, fra i cinque in concorso quest'anno alla Mostra internazionale del cinema di Venezia.

La storia

Una storia d'amore, dipendenze e fini che sono anche nuovi inizi. Luca Marinelli si cala nei panni di un produttore musicale inquieto, che inizia una storia Anne (Alicia Vikander), giovane fisioterapista molto più coinvolta, almeno inizialmente, nel loro rapporto. Un ruolo importante ce l’ha anche Ava (Susan Sarandon), star della canzone, confidente e musa di Luca. Proprio la grande attrice in conferenza stampa ha dimostrato ancora una volta la sua indipendenza di pensiero parlando del suo sostegno della causa palestinese e del boicottaggio che subisce per questo da anni: «Ci sono ancora film che non mi vengono proposti, con agenzie che dicono ai registi di non darmi un ruolo».

«Problema strutturale»

Altra protagonista della giornata è stata la regista danese di origini egiziane May el-Toukhy, inizialmente unica cineasta selezionata per il concorso ufficiale (le si è poi aggiunta Rachel Szor, coregista dell'atteso documentario sulla Palestina Naza). Al Lido ha presentato in concorso il potente “Woman Unknown”, che ha al centro Marie (una straordinaria Mathilde Arcel), domestica e bambinaia che nella Danimarca dell’immediato dopoguerra sta per sposare Christian, il ricco vedovo per cui lavora. C’è un segreto che potrebbe mandare tutto in frantumi, ma Marie si getta in una spirale di scelte sempre più definitive per non far scoprire la verità. Rispetto all’essere una delle due sole cineaste in gara allla Mostra, May el-Toukhy ha osservato: «Penso si tratti di un problema strutturale che io, tra l'altro, ho incontrato in tutta la mia carriera. Spesso ho avuto difficoltà a realizzare i miei film». “Woman Unknown” «è nato da una foto riproposta da un giornale danese con una donna seduta su una panchina con i vestiti strappati. C'era un che di pornografico in quella foto e aveva poi una svastica dipinta sulla schiena. Così abbiamo iniziato a fare delle ricerche e scoperto che queste foto erano un monito rivolto alle donne a usare bene il proprio corpo. Ho sentito così subito l’opportunità di raccontare questa storia».

I femminicidi

Un tema che è tornato sotto i riflettori in serata sul red carpet, grazie a Greta Scarano, conduttrice, insieme a Nicolas Maupas, delle serate di apertura e chiusura del festival quest'anno, che ha richiamato l'attenzione sul tema dei femminicidi.

Dalla Corea

È arrivato in concorso anche Lee Chang-dong con “Possible Love”, già designato dalla Corea del Sud come candidato ufficiale per l’Oscar. Al centro del racconto due coppie sposate che si trovano a creare dei legami rivelatori su dolori, sogni e desideri fino ad allora taciuti.

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