I difensori del cardinale Giovanni Angelo Becciu, Enrico Crasso e Raffaele Mincione hanno depositato dinanzi alla Corte d'Appello dello Stato della Città del Vaticano una memoria con la quale hanno chiesto che venga dichiarata in via definitiva la nullità della citazione a giudizio.
La memoria fa seguito alla nota del 29 aprile scorso dell’Ufficio del Promotore di Giustizia, e riguarda il mancato deposito integrale degli atti e dei documenti del procedimento istruttorio, già ordinato dalla Corte d'Appello con provvedimento del 17 marzo 2026.
Lo comunicano in una nota congiunta gli avvocati Gian Domenico Caiazza, Maria Concetta Marzo, Luigi Antonio Paolo Panella, Fabio Viglione, Andrea Zappalà. «La mancata ottemperanza da parte del Promotore all'ordinanza della Corte di procedere al deposito integrale - spiegano i legali - impedisce la piena conoscenza degli atti da parte degli imputati e dei loro difensori e non consente di sanare la nullità e di procedere alla rinnovazione del dibattimento nei termini indicati dalla Corte. Si tratta di violazioni espressamente previste dal codice a pena di nullità, che la Corte di Appello ha stabilito in termini chiari accogliendo le eccezioni difensive».
«A fronte di tale inadempimento e della conclamata lesione del diritto di difesa che lo stesso ha determinato - concludono - i difensori hanno chiesto alla Corte d'Appello di adottare i provvedimenti conseguenti alla persistente nullità della citazione, atto fondamentale di ogni giudizio». Il 30 aprile scorso, i legali di Becciu avevano denunciato il mancato deposito degli atti integrali nei tempi stabiliti dalla Corte di Appello. In sostanza i legali chiedono di dichiarare nullo il decreto della Corte di Appello del 17 marzo scorso poiché non sono stati assolti gli obblighi che il decreto prevedeva senza consentire così il diritto alla difesa.
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