Europei di atletica leggera.

Battocletti regina in Inghilterra 

Domina i 5000 (Majori 3ª) nella serata dell’infortunio a Jacobs 

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Birmingham. Si spegne dopo una manciata di secondi la finale nei 100 metri di Marcell Jacobs agli Europei d'atletica in scena a Birmingham. Dopo un'uscita dei blocchi ingolfata, il due volte campione continentale rallenta per un problema muscolare che stronca la gioia del terzo oro consecutivo e gli nega l'ingresso nella storia al fianco del sovietico Valery Borzov e del britannico Linford Christie, unici a riuscire nell'impresa del tris europeo. «Ho sentito un grandissimo fastidio all'adduttore provando il blocco prima della finale, quello che mi aveva fermato a Montecarlo. Ero pronto a rompermi qualsiasi cosa pur di arrivare in fondo alla gara», ha commentato con amarezza tra i denti il velocista. "Sapevo che potevamo vincerla di nuovo per come ho corso la semifinale, ma fa parte del gioco», ha detto Marcell, prima di abbandonare la pista inglese. Ha vinto l’inglese Romell Glave in 10”09. Jacobs in semifinale, rallentando, aveva fatto 10”18. Alla fine è settimo, dietro l’altro azzurro Chituru Ali (10”34).

Doppietta inattesa

Doveva difendere il titolo conquistato nel tripudio di Roma nel 2024 (nonostante un virus e i valori del sangue crollati sotto i livelli minimi negli scorsi mesi) anche Nadia Battocletti, che si dimostra più veloce di tutto e tutti e indossa al collo la medaglia d'oro nei 5000m agli Europei di Birmingham con il crono di 15'37"84. Alle sue spalle Micol Majori agguanta la medaglia di bronzo per una doppietta tutta italiana. La svolta della gara arriva poco dopo i 3000 metri, quando la trentina dà una prima sgasata. Poi, a 200 metri dal traguardo, Battocletti mette le ali e non lascia spazio alla spagnola Marta Garcia. Davanti ai microfoni, si presenta con una corona. Le nubi delle ultime settimane si sono diradate e fanno spazio alla commozione. «Dopo Roma avevo pensato a un altro epilogo, al traguardo ero delusa e la tristezza ha lasciato spazio alle lacrime. Anche l'arrivo a Birmingham è stato travagliato, ma adesso sono molto felice di questo risultato. La corona me l'ha messa la mamma», confessa la campionessa. Accanto a lei, la compagna di podio Majori, allieva di Stefano Baldini: «Arrivata al rettilineo finale ho avuto quasi paura, mi sono detta “Come faccio?”. È un sogno bellissimo, che ancora non ho realizzato, anche se sono arrivata nella miglior condizione, dopo aver lavorato sulle volate. Nadia è da anni su questi podi, prima o poi doveva avere una compagna».

Cade un muro

In un imprevisto appuntamento con la storia, ci aveva già pensato Eloisa Coiro ad accendere il tricolore in terra inglese. L'azzurra, infatti, sfreccia in mattinata nella batteria degli 800 metri valida per la semifinale in 1’57”56, restando coperta fino al rettilineo conclusivo, e stabilisce il nuovo record italiano nella competizione, infrangendo il primato di Gabriella Dorio, mai messo in discussione dal 5 luglio 1980. «Non sapevo quanto stavo correndo, sapevo solo che mi stavo sentendo bene. Sono veramente contenta», racconta la 25enne capitolina, elogiata a poche ore di distanza proprio dalla Dorio con un «doppio brindisi, perché i record sono fatti per essere battuti e sono felice, perché conosco Eloisa da quando era ragazzina e oggi ha dimostrato di essere veramente forte in una gara molto importante», ha detto l’oro di Los Angeles. La seconda giornata della rassegna continentale regala alla spedizione italiana anche un poker di quattro qualificazioni su quattro in finale nel salto in alto di venerdì (Gianmarco Tamberi, Matteo Sioli, Edoardo Stronati e Christian Falocchi) Nel lungo, sesto ppsto per Francesco Insoli con 8,04. Ha vinto il greco Tentoglu.

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