Cisgiordania.

«Basta violenze contro i palestinesi» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Città del Vaticano. Le violenze in Cisgiordania preoccupano il Papa. Dopo la distruzione di Gaza, ora è lì il dramma più pesante, con le prepotenze dei coloni, i villaggi chiusi, i giri infiniti per tornare a casa per i check-point. «Rinnovo il mio appello affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania e chiedo con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura», l’appello lanciato all’Angelus da Papa Leone XIV, accolto con un applauso dai fedeli a Castel Gandolfo. Anche il 15, sempre all’Angelus, il Pontefice aveva invocato pace e consolazione per gli abitanti della Terra Santa.

Tra i villaggi della Cisgiordania vessati dai coloni c’è Taybeh, l’unico interamente cristiano. Famoso per le sue processioni religiose, ma anche per la sua Oktoberfest, che attirava gente da tutta la Palestina e turisti, oggi è una cittadina “chiusa”. Un decreto israeliano ha infatti dichiarato l’area di Taybeh e Rimon zona militare chiusa, vietandone l’ingresso a israeliani e stranieri. A portare la sua solidarietà agli abitanti di Taybeh è arrivato il cardinale patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa. «Continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per preservare la presenza cristiana qui e in Terra Santa», ha detto nella messa di sabato, festa dell’Assunta.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?