Camera.

Barricate sulla legge elettorale 

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Sarà l’ultima battaglia d’Aula prima della pausa estiva. Centrodestra e centrosinistra si preparano in vista del voto alla Camera sulla legge elettorale. Le giornate da segnare sono quelle dal 7 al 9 luglio quando, probabilmente con un paio di sedute notturne, si voterà sulla riforma e, per quanto consentito dal contingentamento dei tempi, le opposizioni proveranno a fare muro. Sarà una delle ultime occasioni per provare a cambiare il testo, che approderà poi al Senato per un via libera blindato, subito alla ripresa dei lavori se non già entro l’estate.

Il centrosinistra, quindi, prepara emendamenti, pregiudiziali e interventi. Mentre il centrodestra cerca una via unitaria sulle ultime questioni rimaste in ballo, in primis le preferenze. Lo farà in una riunione tra gli sherpa che si terrà in uno dei giorni centrali della settimana, ma più d’uno pensa che per sbloccare la questione serva un confronto tra leader, al momento non previsto. Oggi, alla prima scadenza del termine per gli emendamenti d’Aula, dalla maggioranza dovrebbe arrivare solo qualche limatura di carattere tecnico. Ma si continua a lavorare su possibili soluzioni sul fronte delle preferenze, tanto più che la premier non sembra disponibile a fare passi indietro sulla sua battaglia. Si continua, dunque, a studiare il modello toscano: capolista bloccato e preferenze da esprimere con una crocetta su una lista di nomi già indicati sulla scheda. Ma gli alleati restano dubbiosi. In particolare Salvini teme che si finisca per fare «una campagna elettorale che permette solo ai milionari di emergere e prendere i voti, perché nel 2000 era un conto, nel 2026 se hai i milioni da spendere entri nelle case di tutti. Se sei uno studente, un operaio, un impiegato, un insegnante e non hai i milioni da spendere, te la giochi con più difficoltà rispetto a chi ha il portafoglio pieno».

Dalle opposizioni arriveranno tra i 250 e i 300 emendamenti, che poi andranno ridotti con il meccanismo dei segnalati. «Ripresenteremo quello che la destra ci ha tagliato in commissione», dice da Avs Filiberto Zaratti. Ci saranno poi almeno tre (Pd, M5S e Avs) pregiudiziali di costituzionalità, simili ma divise per sfruttare al meglio i tempi di dibattito. Tra le proposte di modifica arriverà quella dei vannacciani che cancella l’esonero dalla raccolta delle firme per chi, come Azione, ha un gruppo parlamentare in una delle due Camere almeno dal 2025.

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