L’intervento.

Barca arenata al Poetto, tre mesi d’attesa 

È ancora spiaggiata alla Prima fermata. Il Comune: «In arrivo il via libera per rimuoverla» 

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«Guarda, c’è una barca», grida un bambino che, con i piedi in acqua, fa per toccarla. Dietro di lui la mamma lo rincorre, assecondando la sua curiosità. Ad essere affascinato dal relitto spiaggiato alla Prima Fermata da quasi tre mesi però non è solo il piccolo. Sono a decine i cagliaritani e i turisti che si fermano a osservare lo scafo, o ciò che ne resta, con l’albero maestro di 12 metri e i new jersey della Protezione Civile a delimitare l’area.

A detta del Comune però, la lunga attesa al Poetto è agli sgoccioli. Manca solo l’ultimo via libera per far sparire il relitto che, nel bene o nel male, è diventato l’attrazione della primavera.

L’attrazione

«Ormai è diventata un’attrazione – commenta Daniele Avaro mentre la osserva dalla riva –, decisamente caratteristica. Continuo a chiedermi, però, come mai non l’abbiano ancora rimossa». A vedere quella barca addormentata all’ombra della Sella del Diavolo come un elemento riconoscibile e identitario della Prima Fermata, Avaro non è il solo. Anche Giuseppe Pipia, sotto l’ombrellone con la famiglia, guarda il relitto con un sorriso: «È diventata una curiosità persino bella da vedere». Certo però, ammette guardando il nipotino, «per i più piccoli, a lungo termine, potrebbe diventare pericolosa. Ma ad oggi resta una bella particolarità». Il figlio lo interrompe prontamente: «Ma che curiosità, non c’è niente di bello. Se il proprietario non ha i soldi per pagare, le autorità trovino una soluzione». L’impressione, passeggiando sulla prima porzione della spiaggia dei Centomila, è che i bagnanti si siano divisi tra chi ammette di essersi «ormai abituato alla sua compagnia», e chi invece taglia corto: «È solo una schifezza».

La rimozione

L’imbarcazione, battente bandiera polacca, si era arenata nella notte tra il 5 e il 6 marzo per una forte sciroccata durante una manovra errata in rada. A bordo viveva un 44enne argentino con la famiglia. Per aiutarli, gli amici avevano anche avviato una raccolta fondi su GoFundMe raccogliendo più di 10mila euro in un mese. Da allora è iniziata una complessa trafila. Dopo l’incidente, la Capitaneria ha individuato il responsabile e il Comune ha emesso un’ordinanza di rimozione a carico del comandante. «Davanti all’inottemperanza verificata dalla Polizia Locale – spiegano dal Palazzo –, l’amministrazione è dovuta intervenire in via sostitutiva, anticipando i costi». A fare il punto è l’assessora all’Igiene Urbana, Luisa Giua Marassi: «La procedura di affidamento per la rimozione della barca è stata finalmente ultimata e i lavori sono stati consegnati il 26 maggio». L’impresa incaricata è in attesa di ottenere le autorizzazioni necessarie da Ras e Arpas, «appena le otterrà, provvederà immediatamente alla rimozione e allo smaltimento». L’assessora conclude poi con un appello: «Occorre avere pazienza ancora qualche giorno e attenersi alle norme di prudenza». Ottenuti i visti, lo sgombero richiederà «pochi giorni».

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