Poetto.

Barca a vela spiaggiata, un mese dopo il relitto è ancora sulla battigia 

Prosegue la raccolta fondi per rimuoverla: all’appello mancano altri ventimila euro 

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È lì da oltre un mese, arenata sul bagnasciuga della prima fermata del Poetto. La barca a vela di 12 metri, battente bandiera polacca, è diventata quasi un’attrazione turistica sul litorale. Soprattutto ieri, quando la spiaggia cagliaritana è stata presa d’assalto per il bel tempo di Pasquetta. Tanti i curiosi che si sono fermati a osservare l’imbarcazione che dovrà essere inevitabilmente rimossa, per essere poi demolita o ristrutturata. Un vero dramma per Matias, il proprietario argentino 44enne, originario di Buenos Aires, che proprio sulla barca viveva con la sua famiglia, animali compresi.

Solidarietà

Per aiutare Matias a riavere una nuova casa galleggiante (o provare a ristrutturare quella arenata) è stata avviata una raccolta fondi su Gofoundme dagli amici della stessa famiglia. In un mese sono stati donati più di 10mila euro, circa un terzo dell’obiettivo fissato a quota 30mila. Il denaro servirà anche a rimuovere la barca a vela, che ormai sembra essere diventata un tutt’uno con la spiaggia. Tuttavia, in questi giorni di bel tempo, non sembrava disturbare bagnanti, turisti e cagliaritani, anzi. Molti sono rimasti incuriositi, ma è chiaro che l’imbarcazione non possa restare ancora lì a lungo, anche e soprattutto in vista della stagione estiva.

La storia

Con quella barca a vela, l’argentino Matias aveva girato il mare di mezzo mondo insieme alla moglie inglese Geni: dal Portogallo alla Spagna fino alla Sicilia e alla Sardegna, dove la famiglia ha poi scelto di restare a vivere. Vorrebbe continuare a farlo e probabilmente lo farà su una nuova imbarcazione. Sarà difficile, infatti, riuscire a recuperare la vecchia barca, per quanto resti un importante legame affettivo. L’imbarcazione di 12 metri si era arenata sul bagnasciuga del Poetto nella notte tra il 5 e il 6 marzo a causa di una violenta raffica di scirocco. Era dovuta intervenire la Guardia costiera, che nel corso della stessa mattinata ha svolto tutte le operazioni per metterla in sicurezza. Da allora, però, è trascorso un mese ed è rimasta sempre lì, in riva, davanti alle file di sdraio e ai chioschi della prima fermata.

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