Siniscola.

Bar distrutto, comunità mobilitata 

Il padre della vittima: inspiegabile. Gara solidale per la ripartenza 

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Notte di paura a La Caletta di Siniscola dove un attentato incendiario ha devastato le verande esterne del “Malibù”, bar di proprietà del giovane imprenditore Marco Fadda. L’azione, studiata nei dettagli e ripresa da alcune telecamere, è avvenuta intorno all’1.30 dell’altra notte, quando un individuo solitario ha cosparso l’area con liquido infiammabile, probabilmente benzina, tracciando poi una lunga scia fino alla strada per facilitare l’innesco e garantirsi la fuga. In pochi istanti l’incrocio tra via Palermo e via Sauro si è trasformato in un inferno: fiamme alte diversi metri hanno avvolto le strutture esterne del locale e una densa colonna di fumo nero si è levata nel cielo, visibile a distanza. L’allarme è scattato subito e sono intervenuti i vigili del fuoco, affiancati da carabinieri e agenti del commissariato, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato i rilievi.

L’appello

«Non riusciamo a darci una spiegazione plausibile – ha detto Tonino Fadda, padre del titolare –. Invidia? Può darsi. Resta il fatto che gesti del genere nascono da una mentalità contorta. Speriamo che chi ha fatto questo venga individuato al più presto, vogliamo capire il motivo di tanta violenza». Parole cariche di amarezza per una famiglia che da anni investe nel territorio, contribuendo alla vitalità economica e sociale della zona. Spente le fiamme, sono scattate le indagini.

Indagini e reazioni

Gli inquirenti hanno perlustrato l’area alla ricerca di elementi utili e acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. Dai primi riscontri, l’azione sarebbe stata compiuta da una sola persona. Indiscrezioni parlano di errori commessi dall’attentatore che potrebbero accelerarne l’identificazione, ma non ci sono conferme ufficiali. La comunità di La Caletta e non solo ha risposto con una straordinaria solidarietà: amici e residenti si sono mobilitati per aiutare Fadda, con l’obiettivo di riaprire il locale prima possibile. L’episodio ha suscitato forte indignazione. «La storia si ripete – ha detto il sindaco Gian Luigi Farris –. Dopo le intimidazioni dello scorso anno e il recente attentato all’assessore Antonello Fadda, questo gesto colpisce ancora una volta l’immagine del territorio. Esprimiamo piena solidarietà a Marco Fadda e confidiamo che il responsabile venga assicurato alla giustizia al più presto».

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