Tribunale.

Bando pilotato al Consorzio, la difesa di Tore Serra 

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Si è difeso davanti al tribunale collegiale di Nuoro, Tore Serra, direttore del Consorzio industriale provinciale (Cip), nell’ambito del processo sull’impianto chimico-fisico di trattamenti per rifiuti pericolosi che doveva nascere nella zona industriale di Ottana, finanziato dalla Regione con 2,5 milioni.

Serra è accusato, insieme all’ex presidente del Cip Pier Gavino Guiso, di aver tentato di pilotare il bando di progettazione tramite una consulenza tecnica specialistica. Davanti ai giudici di Nuoro, Serra ieri ha sottolineato diverse volte: «Non ho fatto alcun accordo con nessuno, tutto si è svolto nel rispetto della normativa sugli appalti pubblici». Ha spiegato che i viaggi effettuati prima a Sassari, e poi a Lamezia Terme servivano esclusivamente a verificare codici Cer e le capacità impiantistiche per consulenze ambientali: «Andammo a vedere come trattavano liquidi, rocce da scavo e raee, per capire se potevamo fare tutto internamente. Le imprese del Nuorese si dovevano rivolgere ad impianti di Sassari o Cagliari».

La consulenza che avrebbe affidato a Antonino Roncone e allo studio Ranablu, ha precisato Serra, riguardava solo aspetti ambientali: «Roncone non doveva aderire al progetto, si trattava solo di consulenza preventiva». Serra ha negato qualsiasi versamento di denaro: «Non ho mai offerto soldi a tutte le comunicazioni erano tramite mail istituzionali». Imputati l’ex presidente Pier Gavino Guiso di Ottana, il direttore, Tore Serra, il consulente e mediatore di società specializzate nella raccolta dei rifiuti, Donato Sabatino, pugliese, e di Luigi Zilli, piacentino, consulente per l’Antica fornace, azienda dell’area industriale di Bolotana. Gli imputati, difesi da Giuseppe Luigi e Antonello Cucca, Rinaldo Lai, Antonello Cao, Basilio Brodu e Antonio Larussa, sono accusati a vario titolo in concorso di istigazione alla corruzione, falso ideologico e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Rispondendo alle domande del pm Andrea Jacopo Ghironi sui i messaggi inviati da Guiso a Serra su un tale “Bmw” non ha saputo dare spiegazioni.

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