L’operazione

Bande paramilitari in azione negli assalti ai portavalori 

Chiesti oltre 147 anni di carcere per i sardi in trasferta in Toscana 

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Per la banda sarda che sull’Aurelia aveva assaltato un furgone portavalori e gridato il celebre “Ajo’, tutti ci siamo?” prima della fuga, il pm di Livorno Ezia Mancusi ha chiesto pene per un totale di 147 anni e 8 mesi. Il 14 settembre sono attese eventuali repliche delle difese e la sentenza del gup Francesca Mannini. Il 15 maggio si sono concluse, dopo cinque udienze, le discussioni in Aula per i dodici imputati (per uno di loro è stata chiesta l’assoluzione), quattro dei quali residenti in Ogliastra.

Le inchieste sui più recenti assalti ai blindati e ai caveau evidenziano una matrice paramilitare e la contiguità con la criminalità della zona: quelli messi a segno in Sardegna tra il 2013 e il 2016 avevano una matrice ogliastrina, quasi fosse un marchio di fabbrica per i commando entrati in azione sulle strade e nelle sedi degli istituti di vigilanza. Per quei fatti, di cui è stato ritenuto capobanda Giovanni Olianas, ex vicesindaco di Villagrande, le sentenze di condanna sono passate in giudicato a gennaio 2022. Il bottino complessivo degli assalti era stato di oltre 10 milioni di euro.

Maxi assalto

L’indagine era scattata subito dopo l’assalto del 28 marzo ai due furgoni portavalori in transito sull’Aurelia, all’altezza di San Vincenzo. La banda armata, composta da soggetti col volto coperto, era riuscita a portare via 3 milioni di euro. Avevano in uso almeno tre auto: allo speronamento iniziale seguirono spari e fiamme, a causa dei mezzi incendiati. Un colpo messo a segno sotto gli occhi degli smartphone degli automobilisti e di alcuni abitanti della zona che avevano ripreso quei momenti concitati, in particolare quell’ormai noto “Ajo’, tutti ci siamo?” che uno degli assaltatori aveva pronunciato per richiamare agli ordini i soci. Un grido rimasto scolpito nelle indagini e diventato virale, che avrebbe permesso agli investigatori di orientarsi subito sulla pista sarda. Per la Procura di Livorno e la Dda di Firenze il gruppo avrebbe agito con modalità da commando organizzato, con ruoli definiti e capacità operative strutturate.

Richieste di condanna

Gli imputati sono ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso, di rapina pluriaggravata, detenzione e porto in luogo pubblico di diverse armi da guerra, munizioni da guerra, esplosivo e armi comuni da sparo nonché di furto pluriaggravato e ricettazione. Il pm ha chiesto 12 anni per Antonio Moni di Castelnuovo Val di Cecina, difeso dall’avvocato Marco Talini. Per Franco Piras, di Bari Sardo, e Francesco Palmas, di Jerzu, entrambi assistiti da Marcello Caddori, la richiesta è di 14 anni e 8 mesi. Per Salvatore Campus, di Olzai, tutelato da Antonio Mereu e Andrea Nieddu, sono stati richiesti 14 anni. Nicola Fois (Marcello Caddori), di Girasole, rischia 8 anni, mentre per Marco Sulis (Giuseppe Talanas e Potito Flagella), di Villanova Strisaili, la richiesta è di 11 anni e 4 mesi. Per Renzo Cherchi, di Irgoli, difeso da Angelo Magliocchetti, e per Francesco Rocca, di Orotelli, assistito da Giuseppe Talanas e Carlo Ambrosini, la richiesta è di 14 anni e 8 mesi. Stessa pena anche per Alberto Mura (Lorenzo Soro), di Ottana, mentre per Giovanni Columbu (Gabriele Terranova), di Ollolai, la richiesta è di 14 anni e 4 mesi. Per Salvatore Giovanni Antonio Tilocca, di Bottidda, anch’egli difeso dall’avvocato Terranova, la richiesta è di 14 anni e 8 mesi. Per Antonio Stochino (tutelato da Francesco Marongiu), di Arzana, infine, è stata chiesta l’assoluzione.

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