Il report.

Banco di Sardegna in ottima salute 

Primo semestre del 2026 chiuso con un utile di 95 milioni, in crescita del 5,4% 

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Il Banco di Sardegna chiude il primo semestre 2026 con un utile lordo pari a 146,9 milioni di euro, in aumento del 9,6% rispetto al primo semestre 2025. Utile netto a 94,9 milioni, dopo i 51,9 di imposte e raccogliendo anche in questo caso un segno positivo, pari a un +5,4%, ciò che misura la reale redditività dell’istituto di credito. Numeri che attestano «la solidità del Banco e l’efficacia del modello di business, caratterizzato da una forte vicinanza alla clientela e da un notevole radicamento nel territorio, in un contesto economico e geopolitico ancora caratterizzato da significativi elementi di incertezza e complessità», commenta il presidente Gianfranco Farre.

Il quadro

Molto sostenuta risulta la crescita della raccolta complessiva, che raggiunge i 23 miliardi di euro (+4,3%), «grazie al contributo positivo di tutte le componenti», spiegano dalla Spa: 13,2 miliardi di raccolta diretta (+2,6%); 4,1 miliardi di raccolta gestita (+4,6%); 4,4 miliardi di titoli in custodia (+9,0%); 1,2 miliardi di risparmio assicurativo (+5,8%). I finanziamenti netti alla clientela si attestano a 7,2 miliardi di euro (+2,4% rispetto a dicembre 2025). Dati che per Farre «confermano la fiducia del sistema Sardegna nei confronti del Banco e il nostro costante impegno nel sostenere famiglie e imprese, contribuendo alla crescita economica e sociale del territorio».

I servizi

Nel semestre in esame, le nuove erogazioni a favore di famiglie e imprese hanno superato i 500 milioni di euro. «Particolarmente rilevante – è un altro dato diffuso dall’istituto di credito – il supporto alle famiglie per l'acquisto della prima casa, con nuovi mutui erogati per oltre 256 milioni di euro: una qualità del credito che si conferma su livelli di eccellenza». Sempre sul fronte del denaro prestato, «i crediti netti in bonis salgono a 7,2 miliardi di euro», facendo segnare un +174,4 milioni rispetto a dicembre 2025. Quanto ai crediti deteriorati netti, riduzione «a 60,5 milioni di euro (-3,3 milioni). Sugli indicatori relativi alla qualità del profilo patrimoniale e di rischio risultano «eccellenti – chiarisce ancora il presidente – e ci collocano tra gli intermediari più solidi e affidabili del sistema bancario nazionale».

Le valutazioni

L’Npe ratio lordo, un indicatore del rischio bancario, si attesta al 2,0% e quello netto allo 0,8%, «valori significativamente inferiori alla media del sistema bancario», è scritto ancora nel comunicato del Banco. «Le sofferenze nette, ormai prossime all'azzeramento, ammontano a 11,5 milioni di euro», prosegue l’analisi. Rimangono elevati i livelli di copertura del rischio (59,2%) e un costo del rischio estremamente contenuto di soli tre punti base. Il default ratio annualizzato si riduce ulteriormente allo 0,5%, supportato da consistenti livelli di overlays prudenziali. Ottimo anche il Cet1 ratio al 36%, «ampiamente al di sopra dei requisiti regolamentari». Per il presidente Farre «questi risultati sono il frutto dell’impegno, della competenza e della professionalità delle nostre persone, che rappresentano il principale fattore di successo della Banca. A loro va il mio sincero ringraziamento. Continueremo a investire per accompagnare lo sviluppo delle nostre comunità e dell’economia della Sardegna».

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