Milano. Svolta nell’inchiesta sulla fine dell’ex banchiere ucraino Alexandru Adarici, morto il 23 gennaio precipitando dal quarto piano di un lussuoso B&B in via Nerino, nel centro di Milano: suo figlio Alexandru, 33 anni, è stato arrestato in Spagna per sequestro di persona a cui è seguita la morte del rapito. L’imputazione del pm Rosario Ferracane è provvisoria: se il 9 marzo l’autopsia dovesse stabilire come causa di morte la caduta l’accusa potrebbe diventare di omicidio, anche se il gip ritiene verosimile che l’uomo sia deceduto quando era ancora nel B&B. Si cercano quindi altre quattro persone, compreso il misterioso “Kiril” che sembra l’organizzatore dell’incontro d’affari finito con la morte di Alexandru Adarici, 54enne con un burrascoso passato nel mondo della finanza, residente in Spagna. Il 23 gennaio il figlio Igor è l’ultimo a lasciare l’appartamento con il padre già a terra, quasi fa spallucce a una residente che chiede se lo conosceva e poi incontra una pattuglia della polizia a cui non dà l’allarme. Torna da solo in Spagna e non si informa la madre della sorte del suo ex marito. Il giorno dopo, quando la Mobile di Milano viene a sapere che era tornato in Spagna, va dalle autorità iberiche con la madre e la matrigna per denunciare il rapimento del padre.Ma iI suo racconto fa acqua: dice che erano a Milano per un progetto da concludere con un russo, “Kirill”, con cui comunicavano su Telegram. Entrati nell’appartamento di via Nerino sono stati aggrediti alle spalle, immobilizzati e bendati con dei sacchi di tela sulla testa. Poi il padre sarebbe stato portato in un’altra stanza. Dopo due ore uno dei rapitori ha liberato Igor, intimandogli di non contattare le forze dell’ordine, e lui è tornato in Spagna. L’affare ammontava 250mila euro in criptovalute; cifra che però alla Mobile sembra esigua.
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