Olbia.

Bancarotta Asap, condannati 

Sergio Floris patteggia due anni, la compagna un anno e sette mesi 

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Secondo il pm Mauro Lavra avevano messo in piedi un meccanismo di trasferimento di beni aziendali da società fallite, cosiddette “bad company”, ad altre srl, le “new company”, con danni per i creditori e l’erario. Si parla di Sergio Floris, 73 anni, e della compagna Sonia Zarra, 62 anni, titolari di fatto della società olbiese Asap Service, srl storica per i servizi alle imprese a Olbia e in Costa Smeralda. Floris, cagliaritano, perito chimico, e Zarra, biologa, hanno chiuso il patteggiamento davanti al giudice di Tempio, Federica Di Stefano, per la bancarotta (fraudolenta aggravata) della Asap. L’uomo ha patteggiato due anni e due mesi di reclusione, la moglie, un anno e sette mesi, mentre Charlette Marcelle Malfait, 75 anni, franco algerina residente a Olbia, amministratrice formale della società, ha chiuso il procedimento su una pena di un anno e due mesi di carcere.

I milioni

La presunta bancarotta avrebbe causato mancati introiti all’Agenzia delle Entrate per quasi due milioni di euro. Il patteggiamento di Floris si aggiunge ad un altra recente condanna dell’imprenditore a quattro anni di carcere. Sergio Floris e Sonia Zarra erano finiti ai domiciliari l’anno scorso, mentre per Malfait era scattata la misura della interdizione dalle cariche direttive delle imprese.

I nodi al pettine

Le indagini sulla Asap e su altre società del gruppo di Floris, condotte dalla Guardia di Finanza di Olbia, sono uno dei filoni più importanti di una maxi attività (confermata durante la conferenza stampa di fine anno dal capo dei pm di Tempio, Gregorio Capasso). I finanzieri (guidati dal capitano Carlo Lazzari, ora trasferito in un altro comando) lavorano su una ventina di aziende fallite (o per le quali la Procura ha chiesto il fallimento) che sarebbero state “spogliate” di risorse finanziarie. Uno dei casi più rilevanti è quello di Sergio Floris e Sonia Zarra (assistiti dall’avvocata Liliana Pintus). I due imprenditori per poter accedere al patteggiamento hanno versato parte di quanto dovuto all’erario. Ed è questo l’obiettivo dei pm che hanno aperto decine di fascicoli per le violazioni della legge fallimentare. I magistrati puntano ad ottenere quanto dovuto dall’Agenzia delle Entrate. In ogni caso per molte aziende decotte i nodi stanno arrivando al pettine.

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