Enormi pozzanghere ovunque, bancarelle costrette a riorganizzarsi tra acqua e fango, clienti che faticano a muoversi tra le postazioni. Ieri il mercatino ambulante di Sant’Elia, nel parcheggio Cuore, si è svolto in uno scenario quasi irreale, riaccendendo le proteste di alcuni operatori.
«Siamo riusciti anche con grandi difficoltà a piazzarci – racconta Giorgio Atzori, hobbista – però con il posto allagato così è molto faticoso anche per i clienti spostarsi e raggiungere le postazioni». Una situazione che, secondo gli operatori, non è episodica ma strutturale. «È un problema che va avanti da cinque anni. Non è colpa degli organizzatori, ma delle istituzioni che non ascoltano né noi né chi gestisce il mercatino». Confesercenti Cagliari, col presidente Marco Medda, difende la scelta di confermare l’appuntamento. «C’erano le condizioni per accogliere fino a 250 espositori. Abbiamo preferito andare avanti, anche se il tempo non ci ha premiato». Il nodo resta strutturale: «Quando c’è alta marea i canali non riescono a defluire e le piazzole con scarico verso il fiume vanno in crisi. È un problema noto, andrebbe rifatto tutto». Uno scenario destinato a cambiare una volta ultimati i lavori in corso per la riqualificazione del quartiere. «Cercare ora un altro sito sarebbe inutile», conclude Medda.
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