Tivat. Giorgia Meloni dà forfait al summit dUe-Balcani. Da Palazzo Chigi confermano che, visto il protrarsi della sua missione in Calabria, la premier «con rammarico» ha deciso di disertare un vertice che - si sottolinea - sarebbe terminato alle 15.30. Ma non si tratta, probabilmente, solo di una questione di orari e di organizzazione dell’agenda. L’assenza di Meloni appare come un segnale diretto - si ragiona in ambienti diplomatici europei - a Emmanuel Macron e Friedrich Merz. Entrambi attivissimi negli ultimi giorni sul fronte dei Balcani Occidentali. Entrambi organizzatori, con Keir Starmer, del vertice di domani a Londra con Volodymyr Zelensky. Il summit montenegrino era calendarizzato da tempo, descritto dall’Ue come un «punto di svolta» nel percorso di integrazione dei Balcani Occidentali. Di Montenegro e Albania, su tutti. L’Italia, da anni, è oltremodo attenta a quest’area e, anche nelle ore precedenti al summit, ha tenuto la linea: l’adesione dell’Ucraina e della Moldavia non può prescindere da quella dei Paesi balcanici pronti a entrare nell’Unione. Anche per questo la notizia del forfait di Meloni, a Tivat, viene accolta con una certa sorpresa dai presenti. La premier in mattinata era alla cerimonia per il 212° della fondazione dell’Arma a Reggio Calabria. Il suo protrarsi, spiega Palazzo Chigi, è tra le cause del forfait. Ma subito dopo anziché in aeroporto è andata in prefettura, per presenziare all’annullo filatelico di un francobollo celebrativo dell’anniversario dell’Arma. E l’appuntamento non era inserito nella sua agenda. E le opposizioni attaccano, parlando di un’Italia «isolata». «Fa l’offesa con Merz e Macron, ha comportamenti adolescenziali», dice Matteo Renzi. «L’assenza a Tivat è un pugno nello stomaco», incalzano dal Pd. «Ma forse il suo aereo era pilotato da Salvini? Ma è possibile che l’Italia sia caduta così in basso?», si chiede il leader del M5S Giuseppe Conte. Ma se sui Balcani il passo di lato italiano ha destato sorpresa, una certa presa di distanza dell’Italia dal fronte dei Volenterosi confermerebbe però i dubbi del governo su un format che - viene osservato - finora non ha prodotto risultati concreti, in una situazione che resta di stallo.
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