Selargius.

Badante morta, la casa resta off limits 

No all’istanza di Mariano Pinna, indagato per l’omicidio di Florina Florea 

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Ha chiesto il dissequestro della sua abitazione, ma la pm ha respinto l’istanza. Mariano Pinna, 87 anni, vorrebbe tornare nel suo appartamento di via Logudoro, nella zona di Is Corrias a Selargius, ma quello – almeno sino a quando non verrà chiusa l’indagine della Procura – per gli inquirenti è ancora una potenziale scena del delitto. L’anziano, infatti, è ancora indagato con l’ipotesi di omicidio della rumena Florina Florea, 67 anni, precipitata dal balcone del terzo piano la sera del 14 aprile scorso. Contro la decisione del pm ha presentato opposizione il difensore, l’avvocato Carlo Monaldi, e la giudice Claudia Falchi Delitala ha fissato udienza per il 12 ottobre.

L’indagine

L’inchiesta aperta dalla sostituta procuratrice Rita Cariello è ancora aperta: si attendono gli esiti dell’ultimo sopralluogo dei Ris, il Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri, che in prima battuta – subito dopo il rinvenimento del corpo senza vita della donna – aveva scoperto in casa numerose macchie di sangue. Erano stati anche sequestrati alcuni bastoni da passeggio dell’anziano pensionato, ma sulla loro superficie non è stato trovato nulla. Subito dopo sono iniziate altre analisi tecniche sulle tracce di sangue che, invece, l’87enne sostiene aver portato lui dopo essere sceso a cercare di soccorrere Florina Florea, che viveva con lui. I carabinieri hanno trovato anche un bottone e degli occhiali rotti sotto un tavolo.

La ricostruzione

La ricostruzione iniziale effettuata dagli investigatori addebitava la morte a una caduta dalla finestra dal terzo piano dell’appartamento di Mariano Pinna. L’ipotesi era che la donna fosse caduta giù per un malore accusato mentre era affacciata o che si fosse gettata deliberatamente. Già da subito, però, i conti non tornavano perfettamente fra gli investigatori. L'abitazione dell'anziano, posta sotto sequestro, è stata controllata accuratamente dai carabinieri, così come sono stati controllati il corpo dell’uomo e i suoi indumenti. Ora l’anziano ha chiesto di poter tornare in possesso delle chiavi, ma la pm Cariello ha ritenuto che debba restare ancora sotto sequestro. A ottobre ci sarà un’udienza: non è escluso che, a quella data, i Ris abbiano già finito gli accertamenti sulle macchie di sangue e gli oggetti trovati.

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