Il caso.

Autoarticolati, è allarme: non si trovano i conducenti 

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Negli ultimi dieci anni la Sardegna ha perso quasi tre imprese di autotrasporto su dieci. Secondo i dati del ministero dei Trasporti, elaborati dall’associazione Uomini e Trasporti nel volume “100 numeri per capire l’autotrasporto”, le aziende del settore nell’isola sono passate da 2.600 a poco più di 1.800, con un calo del 27,9%. Un trend che si intreccia con un’altra emergenza: la carenza di autisti e il progressivo invecchiamento della forza lavoro, destinato a pesare sempre di più nei prossimi anni.

«In Sardegna oggi mancano tra i 700 e i 1.000 autisti, e l’età media ha raggiunto i 54 anni», spiega Valerio Mereu, segretario regionale della Uil Trasporti. «È un mestiere che non attrae più i giovani: sempre più spesso le aziende faticano a trovare personale». Ottenere le patenti necessarie per condurre un autoarticolato o un pullman può costare fino a 5mila euro. A questo si aggiungono ritmi di lavoro usuranti, con i conducenti che possono trascorrere fino a 10 ore al giorno al volante.

Il problema rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni. Secondo le stime della Uil Trasporti Sardegna, entro il 2036 il settore potrebbe perdere fino a 2.500 conducenti tra autotrasporto merci, logistica e trasporto passeggeri. Un numero che equivale a circa la metà della forza lavoro oggi impiegata nell’Isola.

«In Italia l’età media degli autotrasportatori è di 50 anni, nell’isola l’abbiamo già superata, rischia di esserci un enorme buco nel settore», osserva Mereu. «Per evitarlo dovremmo formare e assumere almeno 2500 nuovi conducenti».

Le difficoltà nel reperire personale stanno già spingendo diverse aziende a cercare lavoratori all’estero. Nel frattempo il settore deve fare i conti anche con la trasformazione del mercato. «Stiamo assistendo alla progressiva scomparsa dei piccoli padroni e alla crescita delle società più strutturate», aggiunge. «Tra aumento dei costi del carburante, nuove tasse ambientali europee e maggiore competizione, molte imprese fanno fatica a restare sul mercato».

Sullo sfondo resta infine il dibattito aperto in Europa sulla possibilità di innalzare l’età lavorativa degli autisti fino a 70 anni. «Non riteniamo sicuro che persone di quell’età possano guidare mezzi pesanti per molte ore al giorno».

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