Il focus.

Attraversare in città, troppi rischi 

Le cause: strisce pedonali sbiadite, strade al buio e automobilisti distratti  

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Sbiaditi, in alcuni casi del tutto cancellati. Spesso poco illuminati o nascosti tra i viali alberati. Rialzati, ma non sempre: e anche quando i dossi ci sono, capita che le auto ci sfreccino sopra senza rallentare. Che le si chiami strisce pedonali o, per usare il termine tecnico, zebrature, il risultato non cambia: attraversare alcune strade è una vera sfida.

A raccontarlo sono anche gli episodi – l’ultimo ieri sera in via Dante, per fortuna senza gravi conseguenze – e i numeri degli investimenti di pedoni registrati dalla Polizia Locale: 24 tra il primo luglio e oggi, che diventano 93 considerando quelli avvenuti dall’inizio dell’anno a fine settembre. Numeri in aumento rispetto allo scorso anno (sino a giugno la percentuale di pedoni investiti sul numero totale degli incidenti era pari al 12% contro il 10% del 2025), che restituiscono la dimensione di un problema più ampio: la sicurezza di chi si muove a piedi in città. Tra le cause: distrazioni al volante e uso dello smartphone alla guida. Così, quello che dovrebbe essere un diritto di chi viene considerato «utente debole» della strada si trasforma in una prova di coraggio quotidiana.

La scena

Un piede fuori dal marciapiede, lo sguardo rivolto verso le auto. Si aspetta che qualcuno rallenti, a volte per minuti, prima di trovare il momento giusto per attraversare in sicurezza. In alcuni casi, però le zebrature sono talmente consumate da risultare difficili da individuare anche dal posto di guida. Gli esempi non mancano. In via San Benedetto, le strisce che conducono alle scalette di Monsignor Angioni sono ormai quasi invisibili. Stessa situazione in viale Colombo, dove tra segnaletica erosa e scarsa illuminazione attraversare diventa una scommessa.

In via Is Mirrionis, invece, il problema si somma alle auto in seconda fila e all’asfalto dissestato. Il quadro cambia in via Bacaredda, dove l’attraversamento è rialzato, anche se il dosso, ormai consumato, si percepisce appena sotto le ruote. E così le auto continuano a sfrecciare, a pochi centimetri da chi, stanco di aspettare, prova ad attraversare. Proprio sulle strisce davanti a piazza Ennio Porrino, lo scorso luglio, ad avere la peggio è stato ancora una volta un pedone.

La mappa

E il viaggio prosegue ancora. In viale Trieste, nel tratto ancora da riqualificare, le zebrature sono ormai quasi introvabili, strette tra le radici affiorate degli alberi e i marciapiedi dissestati. Situazione simile in viale Merello. In piazza d’Armi, invece, la rotonda appena inaugurata ha reso più scorrevole il traffico, anche nelle ore di punta. A pagarne il prezzo, però, sembrano essere gli studenti che attraversano via Is Mirrionis. «Mi creda, tra poco leggeremo di un incidente», commenta un anziano signore mentre si incammina. A preoccupare lui, così come alcune studentesse dirette al Magistero, sono le auto provenienti da viale San Vincenzo che, trovandosi davanti a quello che sembra più un rettilineo che una curva, proseguono senza rallentare. E così, nonostante le strisce gialle appena dipinte sull’asfalto, sono numerose le auto che non concedono la precedenza ai pedoni.Neanche il nuovo volto di via Galvani convince del tutto. Qui il problema non è la visibilità, ma la distanza tra un attraversamento e l’altro: per chi percorre i marciapiedi da via Cettigne verso l’Equity Park, le strisce sono lontane decine di metri. Una distanza che, per molti, diventa un invito ad attraversare fuori dagli spazi consentiti. E lo stesso problema si ripropone in piazza Matteotti, dove i turisti attraversano di corsa per raggiungere via Roma, spesso senza aspettare il momento giusto, tra auto e bus che continuano a scorrere veloci.

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