Santa Gilla avrebbe necessità di interventi importanti. Per questo i pescatori chiamano in causa la Regione, proprietaria del compendio dato in concessione ai soci del consorzio ittico della laguna. «Prima di tutto è necessario il dragaggio del fondale», afferma Valter Rizzardini, vice presidente del consorzio. «Quando c’è bassa marea le barche non riescono ad arrivare alla banchina a causa dei detriti. Per raggiungere il punto di sbarco dobbiamo trainarle con un cavo attaccato alle auto».
Francesco Agus è l’assessore regionale all’Agricoltura, con delega alla pesca. «Conosciamo bene il problema e ci siamo già attivati: le operazioni di scavo non sono complicate né impattanti. A breve i lavori di scavo saranno effettuati dal Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale». I tempi? «Sono dettati dalle priorità. Il consorzio di bonifica ha già eseguito opere a Feraxi e a Teulada, dove però abbiamo incontrato intralci burocratici che stanno rallentando l’esecuzione delle operazioni di sgombero della bocca a mare. Una volta risolto questo intoppo, passeremo agli scavi di Santa Gilla. Abbiamo i soldi e la volontà e – conclude l’assessore Agus – in pochi mesi il consorzio di bonifica risolverà il problema». (a. a.)
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