Un attacco hacker ha colpito Booking.com, il sito di prenotazioni online. L’azienda, che ha subito un furto di dati, ha parlato in una nota di «alcune attività sospette legate all’accesso non autorizzato, da parte di soggetti terzi, a informazioni di prenotazione» di alcuni utenti. «Non appena individuata l’anomalia, siamo intervenuti tempestivamente per contenerla. Abbiamo inoltre aggiornato il codice Pin associato alle prenotazioni interessate e informato gli utenti coinvolti», ha specificato l’azienda.
La società ha in elenco più di 30 milioni di strutture ricettive in tutto il mondo e ha rifiutato di dire quante persone siano state colpite dall'hacking. Un portavoce ha però affermato che «non c'è stato accesso alle informazioni finanziarie».
Un’e-mail inviata dall'azienda ai clienti interessati afferma che gli hacker potrebbero essere stati in grado di accedere ad «alcune informazioni di prenotazione» associate a una precedente prenotazione effettuata dal cliente.
«Sulla base dei risultati della nostra indagine fino ad oggi, le informazioni a cui si accede potrebbero includere dettagli e nomi della prenotazione, e-mail, indirizzi, numeri di telefono associati alla prenotazione e qualsiasi cosa tu possa aver condiviso con la struttura», ha aggiunto Booking.com.
Reazioni
Il Codacons lancia la battaglia legale contro Booking «per conto di tutti i clienti della nota piattaforma che subiranno danni», si legge in una nota. Per l’associazione, l'hackeraggio al sito di prenotazioni online mostra «la vulnerabilità dei sistemi informatici delle grandi multinazionali», che possono essere violati e portare al furto di dati sensibili.
Si tratta di «informazioni che potrebbero essere usate dai cybercriminali per realizzare truffe a danno dei clienti e sottrarre denaro», spiega il Codacons. Per questo motivo l’associazione si dice pronta «ad intentare azioni risarcitorie contro la multinazionale con sede ad Amsterdam per conto di tutti gli utenti italiani che dovessero subire danni a causa dell’attacco hacker, in relazione alle responsabilità della società nella gestione dei dati personali dei propri clienti».
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