Il caso.

Atleti senza campo, nuovo Sos 

La Polisport chiede aiuto al Comune per l’impianto di Badu ’e Carros 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Dal campo “Chichitto Zuddas” all’incertezza sul futuro. È una fase delicata quella che sta attraversando la Polisport Nuoro, costretta a lasciare a febbraio lo storico impianto cittadino in viale Costituzione, per fare spazio alla realizzazione di una media struttura di vendita autorizzata. Un cambiamento che ha coinvolto direttamente i 200 giovani atleti e le loro famiglie.

Da settimane la società sportiva prosegue le attività solo grazie all’ospitalità di altre realtà del territorio, tra cui la parrocchia Beata Maria Gabriella, l’Hc Handball Nuoro e soprattutto la Puri e Forti Nuoro che ha messo a disposizione il campo della Solitudine. Una soluzione tampone però che per ora ha permesso di evitare lo stop, ma che non garantisce certezze in vista della prossima stagione. A sottolinearlo è il presidente della Polisport, Salvatore Boeddu, che richiama con forza l’attenzione dell’amministrazione comunale.

La richiesta è chiara: «È necessario che il Comune prenda in carico con urgenza le esigenze delle famiglie dei tesserati, attraverso l’assegnazione di un impianto sportivo idoneo». Richiamando i principi di «legalità, imparzialità, trasparenza e parità di trattamento tra le associazioni sportive».

Assegnateci un campo

Non solo una questione logistica, quindi, ma anche di programmazione. La società chiede infatti di poter pianificare con anticipo la stagione sportiva. Senza una struttura certa, spiegano dalla Polisport, diventa impossibile organizzare allenamenti, iscrizioni e attività in modo stabile. Sul tavolo resta l’ipotesi degli impianti di Badu ’e Carros, inizialmente indicati come possibile soluzione. Ma anche su questo fronte non ci sono conferme. Il carcere risulta interessato da interventi di ristrutturazione legati all’arrivo dei detenuti al regime del 41 bis. E il campo sportivo, ristrutturato con oltre un milione di euro del Comune in forza di una convenzione col Ministero, non si ha la certezza che sia utilizzabile dalla comunità.

Intanto, la vicenda ha superato i confini locali. I genitori e i ragazzi della Polisport avevano scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e nei giorni scorsi si è tenuto un incontro in Prefettura proprio in seguito a quell’iniziativa. Dopo l’interessamento istituzionale, ora si attende una risposta ufficiale da parte del Dap, circostanza che rende al momento incerta la disponibilità degli spazi.

Parità di trattamento

L’urgenza, ribadisce Boeddu, è quella di dare certezze alle famiglie e ai ragazzi. «Servono spazi adeguati per garantire continuità e programmazione. Non possiamo restare in una condizione di precarietà, ospiti di altre strutture, senza sapere dove giocheremo domani». Una richiesta netta, che chiama in causa le scelte dell’amministrazione e il futuro di una delle principali realtà sportive e sociali della città. Ma che rischia, anche, di aprire una concorrenza sugli spazi a disposizione, una guerra tra società sportive per un impianto dove giocare a calcio.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?