Il Cimo: «Si continua a indebolire l’Arnas Brotzu»

Assunzioni di medici solo nelle “periferie” Esplode la polemica  

Il dg della Sanità: stop ai concorsi nelle aree di Cagliari e Sassari 

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Via ai concorsi per assumere medici, ma non nelle aziende sanitarie delle aree metropolitane di Cagliari e Sassari. Così vuole l’atto di indirizzo firmato dal direttore generale dell’assessorato alla Sanità Thomas Schael, che sta facendo infuriare i camici bianchi.

Il reclutamento

«Si rileva una continua e crescente difficoltà a reclutare personale da assegnare alle sedi disagiate e periferiche, che appaiono sempre poco attrattive», dunque, «si invita Ares ad attivare procedure a tempo indeterminato per la dirigenza medica con esclusione della Asl 8, dell’Aou Cagliari. dell’Arnas Brotzu. dell’Aou Sassari e della Asl 1», sottolinea il provvedimento, mentre si chiede a tutte le Aziende di «fornire il proprio fabbisogno».

Che ci sia carenza di medici è cosa nota, che le zone più interne non riscuotano troppo successo è un altro fatto acclarato, ma sono in tanti a dubitare della bontà di una simile strategia, «già sperimentata in passato: non ha funzionato. La gente non partecipa, perché poi non ha nessuna certezza sulla possibilità di andarsene nel giro di qualche anno», ricorda la segretaria regionale di Anaao Assomed Susanna Montaldo.

Inoltre il deficit di professionisti si registra in maniera pesante anche negli ospedali delle grandi città, in tanti reparti si riesce a garantire l’assistenza ai pazienti soltanto con molte ore di “prestazioni aggiuntive” fatte da medici solidali che viaggiano anche da un capo all’altro dell’Isola.

L’allarme

Il sindacato Cimo-Fesmed «esprime forte preoccupazione e sconcerto per il blocco dei concorsi nelle aziende sanitarie delle aree metropolitane di Cagliari e Sassari, che coinvolge anche l’Arnas Brotzu». Dove tra l’altro continuano le fughe – due rianimatori, un chirurgo e due cardiologi soltanto nell’ultimo mese – verso le strutture private.

Dice il segretario aziendale Emanuele Cabras: «Questa decisione genera un evidente squilibrio, poiché esclude il principale hub sanitario regionale dai normali meccanismi di reclutamento del personale».Si ricorda che il Brotzu è «il fulcro della gestione delle emergenze e delle patologie complesse nell’area metropolitana di Cagliari e in tutto il Sud Sardegna. Tuttavia, la persistente carenza di posti letto rispetto agli standard programmati, le crescenti difficoltà nel reclutamento del personale e una limitata rappresentanza nei processi decisionali stanno determinando un suo progressivo indebolimento». E – aggiunge Cabras – «particolarmente critica è la situazione dell’emergenza sanitaria e della traumatologia, nell’area metropolitana di Cagliari gli atti programmatori regionali, in attuazione del DM 70/2015, prevedono 132 posti letto dedicati alla traumatologia, mentre attualmente ne risultano attivi soltanto 88. Questo significativo divario tra programmazione e realtà operativa si traduce inevitabilmente in difficoltà nei ricoveri, rallentamenti nei percorsi assistenziali e un sovraccarico crescente dei servizi di emergenza».

Le Reti tempo-dipendenti

C’è poi un altro atto che sta facendo parecchio discutere, sempre firmato da Schael: l’istituzione del coordinamento regionale per le Reti tempo-dipendenti in ambito cardiovascolare e neurologico, con la nomina dei professionisti che ne fanno parte. Ebbene, nella lista non compaiono i maggiori esperti sardi in materia, come Giovanni Cossu, primario della struttura complessa di Neurologia e Stroke Unit dell’Arnas Brotzu. Insomma, «i professionisti del principale hub regionale risultano marginali nei tavoli in cui vengono definite le strategie sanitarie», prosegue la Federazione Cimo Fesmed.

«Il sistema sanitario continua a reggersi grazie all’impegno e alla dedizione dei professionisti - conclude Cabras - ma senza un reale rafforzamento dell’Arnas Brotzu, sia in termini di risorse sia di governance, il rischio concreto è un ulteriore indebolimento dell’intera rete sanitaria regionale».

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