Guspini.

Assolta un anno dopo la morte 

Isella e Agnese Pusceddu erano accusate di stalking da una vicina 

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La sentenza per Isella Pusceddu è arrivata troppo tardi. Un anno fa è venuta a mancare a Guspini, all’età di 78 anni, e l’altro giorno il giudice monocratico del Tribunale di Cagliari ha pronunciato l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Assolta anche la sorella Agnese, 72 anni, che si è commossa in aula al pensiero della sorella che non c’è più ma che non aveva mai dubitato della giustizia e che non ci sarebbe stata nessuna condanna.

L’accusa

Le due sorelle, Isella dirigente di un istituto previdenziale pubblico in pensione, e Agnese Pusceddu, ex preside, erano state accusate da una vicina di casa, Monia Cireddu, 48 anni, di stalking.

Secondo la denuncia presentata ai carabinieri e che ha ispirato il processo, Cireddu lamentava il fatto che le due sorelle, ogni volta che si incrociavano nel vicinato, impugnassero il telefonino e la riprendessero scattando foto o girando dei video. Nessuna lite, nessuno screzio, sia chiaro, tra l’altro le due sorelle Pusceddu sono persone molto conosciute a Guspini, riservate e appartenenti a una famiglia dove alcuni esponenti hanno fatto parte della vita politica del paese.

Tutto sarebbe nato quando Monia Cireddu, difesa dall’avvocato Giovanni Antonio Lampis, ha acquistato una casa abbandonata situata vicino all’abitazione delle due sorelle.

Il processo

Isella e Agnese Pusceddu, difese dalle avvocate Giuseppina Mellino e Assunta Schirru, si sono sempre dichiarate innocenti e hanno sempre sostenuto di aver tenuto un comportamento assolutamente garbato e ineccepibile nei confronti della nuova vicina. Stupite per la denuncia e per il procedimento giudiziario, le sorelle Pusceddu si sono presentate in aula in Tribunale a ogni udienza del processo quando davanti al giudice hanno reso le loro deposizioni diversi testimoni, almeno sino a quando Isella non si è ammalata.

Durante il processo non è emersa la prova del comportamento persecutorio delle sorelle Pusceddu nei confronti della vicina. Nei giorni scorsi la sentenza di assoluzione: piena per Agnese Pusceddu; ancor più sorprendente quella pronunciata per Isella. In genere il reato si estingue quando l’imputata muore durante il processo, il giudice Nespoli ha invece proclamato anche per lei il verdetto di assoluzione.

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