Maxi petardi sequestrati in casa, ferite sospette e un ricovero in ospedale poche ore dopo l’esplosione: da questi elementi i carabinieri di Nuoro hanno ricostruito il primo tassello dell’indagine sull’assalto al bancomat di Sos Alinos, avvenuto nella notte tra il 31 gennaio e il 1 febbraio scorsi, arrivando venerdì all’arresto di un giovane di Orosei. Si tratta di Antonio Leoni, 21 anni, per il quale il gip Mauro Pusceddu ha convalidato la misura cautelare degli arresti domiciliari, richiesti dalla pm Elena Tres.
Scena muta
Il giovane, difeso dall’avvocato Basilio Brodu, ieri è comparso in Tribunale a Nuoro davanti al giudice per l’udienza di convalida, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Proseguono intanto le indagini per individuare i complici: gli investigatori ritengono che il tentato colpo sia stato messo a segno da una banda. In casa del 21enne, poche ore dopo i fatti, i militari avevano sequestrato alcuni petardi che potrebbero essere stati utilizzati per recuperare la polvere da sparo con cui sarebbe stato confezionato l’ordigno rudimentale usato per tentare di far saltare lo sportello automatico del Banco di Sardegna.
La vicenda
La bomba al bancomat del Banco di Sardegna a Sos Alinos esplode intorno alle 3.30 della notte. I malviventi collocano un ordigno artigianale davanti allo sportello automatico, nello stesso edificio che ospita la farmacia di Sos Alinos. L’esplosione svelle il rivestimento del bancomat e scaraventa schegge tutt’intorno, ma la cassaforte interna resta integra. Sul posto tracce di sangue, elemento che rafforza l’ipotesi che uno dei responsabili sia ferito. Nella notte a Orosei era stata rubata una Citroën Picasso forse utilizzata come mezzo per la fuga e ritrovata a Onifai. Nemmeno due ore dopo, Antonio Leoni si presenta al San Francesco di Nuoro con ustioni e gravi ferite al viso. Viene sottoposto a un intervento chirurgico. La vicinanza tra i due episodi, la natura delle ferite fa scattare i sospetti. Gli inquirenti avviano verifiche per accertare collegamenti tra il ricovero e il tentato assalto, incrociando rilievi scientifici, tracce di sangue e immagini delle telecamere di videosorveglianza e nelle ore successive al colpo, in casa del giovane, trovano grossi petardi.
Dopo i sospetti e l’iscrizione nel registro degli indagati, è scattato l’arresto.
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