Criminalità

Assalti ai portavalori a Torpè, Oliena e Nuoro: scattano due nuovi arresti  

L’orgolese Biancu bloccato a Olbia Masia di Oschiri già in carcere per armi 

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Uno, Luigi Masia, 36 anni di Oschiri, era già in carcere perché a febbraio, i carabinieri lo avevano arrestato con un arsenale in casa, tra cui l’ormai celebre fucile d’assalto Ak47, e soprattutto una carabina Zastava M76 sniper, lugubre protagonista dell’assedio di Sarajevo durante la guerra serbo-bosniaca. L’altro, Serafino Biancu, 38 anni di Orgosolo, era appena sbarcato dal traghetto a Olbia dopo una vacanza in Continente. Ad attenderlo gli agenti della Squadra Mobile di Nuoro, che gli hanno notificato il mandato d’arresto. L’accusa, per entrambi, è di rapina aggravata: l’8 agosto 2025, nel capannone dell’ex Marfili di Siniscola, a far parte del gruppo di fuoco, composto da una decina di persone, che attendeva un portavalori sbarcato a Olbia e gonfio di contanti, c’erano anche Biancu e Masia.

Chiuso il cerchio

È proprio la presenza di Serafino Biancu e Luigi Masia (difesi dagli avvocati Beatrice Goddi e Pietro Diaz) all’interno del capannone della zona industriale di Siniscola, nel pieno della fase di preparazione di un assalto al portavalori appena sbarcato dal traghetto ad Olbia, a rappresentare per gli inquirenti l’elemento decisivo che consente di chiudere il cerchio sulla banda criminale attiva nel Nuorese specializzata negli assalti ai blindati. A novembre erano finiti in manette Michele Carta di Siniscola, Antonio Saccheddu, Alessandro Dessolis, Giovanni Piras, Pasquale Musina e Peppino Puligheddu tutti di Orgosolo, e Riccardo Mercuriu di Mamoiada. Ieri mattina, la Squadra Mobile di Nuoro, coordinata dal vice questore Fabio Di Lella, ha dato esecuzione alle misure cautelari in carcere nei confronti di Biancu e Masia, emesse dal gip del Tribunale di Nuoro Giovanni Angelicchio, su richiesta del pm Ireno Satta. Biancu e Masia domani compariranno davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.

L’assalto di Torpè

Nelle 82 pagine dell’ordinanza, si ricostruisce parte dell’attività investigativa cominciata il 13 marzo 2025, quando un assalto armato a un portavalori nella zona di Torpè si concluse con il bottino di una valigetta contenente circa 90mila euro. Nel corso delle indagini sono emersi furti, rapine e assalti a portavalori. Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori figurano l’assalto con esplosivo al bancomat delle Poste di Oliena del 15 agosto 2025 e il colpo ai Monopoli di Stato nel deposito di Pratosardo, dove furono trafugati scatoloni di sigarette per un valore di circa 300mila euro. Il gruppo utilizzò più veicoli rubati in sequenza operativa: alcune auto erano state sottratte nei giorni precedenti nelle province di Nuoro e Oristano e poi impiegate per il trasporto e la fuga. Ma a dare la certezza che Biancu e Masia fanno parte del gruppo armato, le intercettazioni dell’8 agosto 2025 nel capannone dell’ex Marfili di Siniscola, dove c’è il gruppo di fuoco che si preparava ad assaltare il portavalori Battistolli appena sbarcato a Olbia. Un piano meticoloso: armi, fucili, esplosivi, furgoni rubati e maschere. Fu il tipo di furgone blindato a farli desistere: troppo grosso.

Dalla 131 Dcn all’arsenale

Per Masia, descritto come un abile operatore di escavatori, titolare di una ditta di movimento terra, sembra emergere un ruolo rilevante.

Nel febbraio scorso, nel corso di un controllo nelle campagne, i carabinieri di Ozieri avevano rinvenuto un vero e proprio arsenale riconducibile a lui: oltre a diverse armi lunghe, era stato sequestrato anche un fucile di precisione Bosinica sniper con ottica, compatibile con impieghi in contesti di tiro a lunga distanza, fino ad un chilometro. E un jammer ad 8 antenne capace di inibire le frequenza per 2 chilometri di distanza.

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