Consiglio

Asl, Todde nomina gli ultimi due manager 

Scelti Spano (Sassari) e Polimeni (Medio Campidano). Scontro in Aula col centrodestra 

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La crisi della sanità sarda è reale ma la direzione presa per venirne a capo è quella «giusta» e non sarà cambiata. «Abbiamo smesso di inseguire i problemi, ora li governiamo», è uno dei passaggi del lunghissimo intervento di Alessandra Todde ieri in Consiglio regionale, al termine del dibattito sulla mozione presentata dal centrodestra. Quindi, avanti tutta, anche sul fronte delle nomine dei manager delle Asl oggetto nelle ultime settimane di tante polemiche, dei ricorsi dei predecessori, ma anche motivo di uno strappo importante tra i due partiti maggiori della coalizione che guida la Regione, il Pd e il M5S.

Le nomine

Tra le altre cose, nella mozione illustrata dal capogruppo di FdI Paolo Truzzu si chiedeva alla presidente di proporre entro trenta giorni un documento per chiarire come la Giunta intenda adeguarsi alle sentenze della Corte costituzionale e del Tar Sardegna sul commissariamento delle aziende sanitarie. Ma nel suo intervento la governatrice e assessora ad interim non ha fatto alcun riferimento alle nomine dei manager. Piuttosto, qualche ora dopo la seduta dell’Aula ha completato il quadro dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie. Dopo il passaggio di Flavio Sensi alla Multiss, rimaneva da indicare il dg della Asl di Sassari. La Giunta ha scelto di spostare Antonio Spano dal Medio Campidano alla Asl 1, e di designare Joseph Polimeni nel posto lasciato vacante da Spano.

Pnrr e liste d’attesa

Todde ha risposto su tutto il resto: «La Regione oggi non è ferma – ha detto – possiamo dire con convinzione e orgoglio che stiamo lavorando con tutte le energie possibili per cambiare ciò che non funziona, migliorando il sistema attuale». Due i passaggi più significativi: sullo stato dei cantieri e sulla scadenza dei termini di spesa dettati dal Pnrr, sulla gestione delle liste d’attesa. Sul primo fronte: «Abbiamo enormemente accelerato. Infatti, a dicembre 2025 i cantieri delle Case della Comunità sono passati dal 26% al 94% di attivazione, con 47 cantieri avviati su 50. Gli Ospedali di Comunità sono arrivati al 100% con l’avvio di tutti i 13 interventi programmati. Quindi, al 31 maggio 2026, avvieremo l’attività sanitaria in tutte le strutture previste».

Sulle liste d’attesa: «Per troppo tempo il monitoraggio è stato frammentato. Noi abbiamo scelto di cambiare metodo. La piattaforma nazionale delle liste d’attesa, operativa da gennaio 2025, consente l’acquisizione e l’aggiornamento mensile dei dati e garantisce un accesso pubblico. E noi inviamo mensilmente i flussi relativi alle liste di attesa garantendo trasparenza e conoscibilità dello stato delle liste di attesa in Sardegna». Inoltre, «ci siamo convinti a governare non solo l’offerta ma anche la domanda di assistenza sanitaria». E ancora, «a lavorare sulla qualità dei Cup (centro unico di prenotazione) attraverso percorsi di formazione degli operatori dedicati, al fine di semplificare l’accesso dei cittadini ai servizi sanitari regionali». E poi, per quanto riguarda la destinazione delle risorse economiche, «la linea che abbiamo seguito è chiara: usare tutto il sistema disponibile, pubblico e accreditato, per dare risposte più rapide ai cittadini».

Replica

Centrodestra insoddisfatto dall’intervento della governatrice. La mozione che le chiedeva di proporre al Consiglio un piano di intervento per garantire la stabilità organizzativa del sistema sanitario, la riorganizzazione della sanità territoriale, del sistema dell’emergenza-urgenza e dei pronto soccorso è stata bocciata. Dopo Todde ha ripreso la parola il primo firmatario Paolo Truzzu: «La presidente ha fatto un elenco di cose non fatte ma che si sta cominciando a fare con un ritardo di due anni. In ogni caso, le risposte date non sono adatte a un assessore ma sembrano quelle di un funzionario della Regione».

Il Pd

C’era molta attesa sulla posizione del Pd, il partito di maggioranza relativa che ha spesso criticato la gestione della sanità targata M5S. «Siamo preoccupati ma dal dibattito non abbiamo colto analisi stimolanti – ha detto in Aula il capogruppo Roberto Deriu – le opposizioni fanno leva sul fatto che la presidente sta utilizzando parte delle sue energie per occuparsi del tema più importante. Rispetto a questo sacrificio il Pd offre sostegno alla presidente e non consente strumentalizzazioni. Questa mozione è inutile e voteremo contro». Per il dem esistono tre ordini di problemi: la scadenza dei fondi del Pnrr, cento medici in meno ogni anno e la crisi della medicina territoriale: «Dobbiamo concentrarci sulla capacità delle università di sfornare un numero adeguato di professionisti: problemi che si inizia a risolvere con gli interventi urgenti come la prossima variazione di bilancio».

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