Oggi scadono i dirigenti supplenti, ma per il commissariamento del Governo serve un mese. I sindacati: no a una sanità bloccata

Asl senza manager,  soluzione vicina ma solo per Olbia 

A metà settimana la nomina del dg Cagliari, trattative ancora in alto mare 

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Per quanto tempo ancora due Asl importanti come Cagliari e Olbia potranno restare senza guida? Ed è normale rischiare di mandare in tilt un sistema complesso a causa di un nodo politico e strettamente legato alla sentenza della Consulta che ha bocciato la legge sui commissariamenti delle aziende sanitarie sarde? Se lo chiedono i medici, i primari, chiunque lavori negli ospedali delle due Asl. E le risposte? Arrivano più facilmente dai decisori politici. La partita si gioca dentro la maggioranza che governa la Regione: il Pd avrebbe diritto a indicare il direttore generale sia a Cagliari che a Olbia, ma anche a Sassari quando l’attuale dg Flavio Sensi deciderà di passare al timone della Multiss.

Prima la Gallura

Oggi scadono i dirigenti supplenti entrati in carica dopo la revoca dei commissari a ridosso di Natale. In teoria, da oggi il Governo può prendere il pallino in mano e decidere di mandare commissari da Roma. In pratica, perché questo accada serve tempo. Almeno un altro mese durante il quale il ministero della Salute solleciterà la Regione a correre ai ripari. Cosa che, secondo quanto trapela, la presidente e assessora ad interim alla Sanità, Alessandra Todde, potrebbe apprestarsi a fare già dalla prossima settimana. Forse mercoledì arriverà la nomina del direttore generale in Gallura. Tre i papabili: Antonio Scano, che dovrebbe lasciare la guida della Asl del Medio Campidano, è considerato il più adatto a gestire il rapporto di connessione dell’azienda sanitaria col Mater Olbia; il secondo è Giovanni Soro; e c’è chi non esclude il ritorno di Ottaviano Contu, l’uomo scelto dal M5S per fare il commissario.

Il nodo Cagliari

In questo modo la governatrice avrebbe risolto una parte del problema. Resterebbe aperto il caso più intricato della Asl 8. Qui l’indicazione Dem è quasi certa e dovrebbe rispondere al nome di Paolo Cannas, già nominato dg dell’azienda del Sulcis. Ad ogni modo, questa nomina sarà rinviata probabilmente ai primi di marzo, dopo una tre giorni importante per Alessandra Todde: il 26 sarà a Cagliari il leader M5S Giuseppe Conte, il 27 è il giorno dell’udienza d’appello sulla decadenza, il 28 è in programma la mobilitazione indetta dalla stessa presidente per scongiurare l’invasione dei detenuti mafiosi nelle carceri dell’Isola.

L’opposizione e i sindacati, intanto, manifestano forte preoccupazione per la situazione nelle Asl. «Stiamo vivendo in uno stato di paralisi e la presidente continua a rinviare le decisioni», dice il capogruppo di FdI Paolo Truzzu, «da lunedì rischia di non esserci più nessuno a firmare gli atti e le delibere nella più grande azienda ospedaliera della Sardegna». Infatti, «la disperazione è generale: le visite ai pazienti oncologici rinviate per assenza di reagenti alla Als 8 sono solo la punta dell’iceberg. Non va meglio al Brotzu, dove in attesa di sapere se il direttore amministrativo può prendere l’incarico, sono ferme centinaia di delibere». Edoardo Tocco, vicesegretario regionale di FI, si concentra su Cagliari: «Da domani mattina la Asl 8 sarà nel caos. Nessuno potrà firmare una delibera, autorizzare un acquisto, avviare un concorso. La direttrice facente funzioni Cristina Garau ha comunicato il suo rientro all’AoU perché il suo incarico è scaduto. La più grande azienda sanitaria della Sardegna resterà paralizzata, mentre i cagliaritani hanno bisogno di cure».

I sindacati

Per la segretaria regionale della Uil, Fulvia Murru, «la sanità sarda non può restare bloccata: in alcune Asl mancano ancora i direttori generali, in altre i direttori sanitari amministrativi e revisori contabili. Tutto questo rallenta decisioni strategiche che incidono sulla vita delle persone e sugli operatori. Senza una governance operativa non si programmano assunzioni, non si riducono le liste d'attesa, non si riorganizzano i servizi». Per il segretario di Cisl Cagliari, Giuseppe Atzori, «serve un intervento rapido e per garantire continuità gestionale e piena operatività. Non è il momento delle incertezze, a Asl 8 è un presidio strategico per tutta l’area vasta e per l’intera Sardegna. Servono scelte rapide».

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