Indietro non si torna. Neanche un mese fa la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi i commissariamenti delle aziende sanitarie, due giorni fa il Tar Sardegna ha annullato la delibera di Giunta con cui è stato rimosso l’ex direttore generale della Asl di Sassari, Flavio Sensi, ordinandone il reintegro. Eppure Alessandra Todde guarda avanti, con l’obiettivo preciso di completare il progetto di riorganizzazione della governance della sanità: «La pronuncia del Tar era attesa ed è stata confermata», ha chiarito ieri, «ma non cambia assolutamente nulla rispetto al percorso che stiamo portando avanti».
Le trattative
Rimossi i commissari dopo il pronunciamento della Consulta, la Giunta ha nominato nei giorni scorsi nove direttori generali su dodici, lasciando vacanti le Asl di Sassari (si attendeva il pronunciamento del Tar), di Cagliari e di Olbia. Tre caselle che potrebbero essere riempite nella seduta di Giunta che sarà convocata per mercoledì prossimo. Ma da qui al 21 gennaio bisogna farsi tornare i conti: trovare un’intesa in maggioranza sui nomi dei tre nuovi dg e, soprattutto, un accordo con i vecchi. Cioè, stando a quanto trapela, si procederà solo a patto che i manager silurati lo scorso aprile non abbiano più motivo per recriminare alcunché. La soluzione non è proprio dietro l’angolo, benché la presidente della Regione (e assessora ad Interim alla Sanità) e i suoi collaboratori più stretti si siano più di una volta confrontati con i direttori defenestrati. Incontri sinora poco fruttiferi, almeno per quanto riguarda gli ex dg di Cagliari e Olbia, Marcello Tidore e Marcello Acciaro.
Sul caso Sensi pesa la sentenza del Tar, che la governatrice – secondo indiscrezioni – sarebbe pronta a rispettare già da lunedì. Resta da capire se il manager napoletano, nel frattempo nominato alla guida della Multiss di Sassari, sia disposto a ritornare alla Asl.
Tavolo Todde-Pd
Di intesa con i dg rimossi, degli aspetti tecnici conseguenti alla sentenza del Tar e delle prossime tre nomine da deliberare si è discusso ieri durante un vertice Pd-M5S a Nuoro – c’erano la presidente, il segretario dem Silvio Lai, e il segretario 5S Ettore Licheri – che sarà seguito da un altro nel fine settimana. Sarebbero come sempre i Dem – va ricordato che i tre assessori non avevano firmato la delibera sui commissariamenti – a spingere perché si faccia ricorso alla massima prudenza. Tradotto: a non muoversi senza un patto con i vecchi direttori. Anche, sostengono alcuni, a costo di far mancare il proprio voto in Giunta per una seconda volta.
Il totonomi
La situazione è complessa, tanto da far passare in secondo piano i rumors sui nuovi nomi. A questo proposito, bisogna considerare che al giro di nomine del 31 dicembre il Pd aveva potuto fare una sola scelta (Paolo Cannas dg della Asl del Sulcis). Da qui la previsione che Cagliari, Sassari e Olbia – o almeno due su tre – finiranno in quota Dem. Senonché, la consigliera e assessora sassarese Desirè Manca starebbe insistendo perché la Asl 1 – a meno che Sensi non decida di riprendere servizio – resti sotto la guida del M5S. Al netto di questo, resiste la volontà del Pd di assegnare il timone delle due aziende più importanti a dirigenti con esperienza oltre Tirreno: i nomi sono quelli di Joseph Polimeni, Thomas Schell, Paolo Zappalà. È anche possibile che siano riviste le nomine del 31 dicembre, nel senso che potrebbero verificarsi spostamenti.
Il centrodestra
Intanto, è ancora forte la polemica centrodestra-Todde seguita alla sentenza su Sensi. Dice il deputato e segretario regionale di FI Pietro Pittalis: «La sanità sarda è nel caos e la responsabilità politica è interamente attribuibile alla Giunta Regionale e al suo presidente. Il Tar certifica in modo inequivocabile che la Giunta Todde ha costruito atti fondamentali su una base normativa poi cancellata dall’ordinamento. È la conferma di un pasticcio politico e amministrativo senza precedenti, che ha prodotto soltanto caos, contenziosi e paralisi decisionale». Sempre per Forza Italia, il deputato e presidente della commissione Salute alla Camera, Ugo Cappellacci, ha depositato una nuova interrogazione al ministro Schillaci, con richiesta di valutare «l’opportunità di un’iniziativa affinché non si reiterino iniziative illegittime e dannose che andrebbero a compromettere irrimediabilmente il quadro amministrativo, incidendo negativamente sui Lea e sul diritto alla salute dei cittadini». A stretto giro la replica del M5S Sardegna: «Cappellacci ricostruisce un quadro della sanità sarda strumentale e lacunoso, ignorando sia il disastroso contesto ereditato dalla precedente legislatura di centrodestra, sia le azioni concrete già avviate per ristabilire stabilità, dialogo e pieno governo del sistema. La nomina dei nuovi dg rappresenta infatti la scelta più coerente per garantire continuità amministrativa, responsabilità gestionale e programmazione di medio periodo. La stabilità della governance non è un problema: è la soluzione».
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