Non è solo il meteo a mettere a dura prova la tenuta delle strade cagliaritane. Sotto la lente d’ingrandimento finisce anche il carico veicolare dei mezzi pubblici: linee ad altissima frequenza, come l’1, il 3 o il 20, che «garantiscono collegamenti capillari ma sottopongono il manto stradale a uno carico eccezionale e continuativo». Questo quanto si legge nell’interrogazione portata in consiglio martedì dal consigliere Ferdinando Secchi (Lega – Anima di Sardegna).
«Le arterie percorse abitualmente dai mezzi Ctm – spiega Secchi – versano oggi in condizioni critiche». Dal Quartiere del Sole a via Pergolesi, passando per via Bacaredda, via Romagna e viale San Vincenzo, la mappa del degrado è spesso sovrapponibile ai percorsi dei bus: buche profonde, crepe e cedimenti strutturali legati all’usura accelerata causata dai mezzi pesanti.
Il punto sollevato è soprattutto economico: «attualmente i costi di ripristino ricadono interamente sul bilancio comunale». L’interrogazione chiede quindi «se l’amministrazione intenda aprire un’interlocuzione formale con i vertici di Ctm per stabilire una compartecipazione alle spese di manutenzione». Dall’aula filtra una «cauta soddisfazione», come sottolinea il consigliere di minoranza, dopo la replica dell’assessore Marcialis, che si è dimostrato «consapevole della situazione».
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