Sant’Elia.

Ascensore in tilt: disabili bloccati in casa 

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Bloccati in casa da 5 mesi senza la possibilità di uscire. È da gennaio che 24 famiglie, tra cui una decina di persone con disabilità, vivono di fatto "sequestrate" nelle loro abitazioni, al secondo e al quinto piano di una palazzina in piazza Lao Silesu 3 nel quartiere di Sant’Elia. L’ascensore è fuori uso e per chi ha difficoltà a muoversi, anche diverse persone in sedia a rotelle, uscire è diventato impossibile.

A portare alla luce il caso è il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Sorgia, che parla di «dramma silenzioso e inaccettabile» e punta il dito contro una situazione che coinvolgerebbe più famiglie, tra anziani e disabili, costretti all’isolamento.L’ex assessore richiama l’attenzione su una storia che va oltre i numeri. Parla di «una madre che si trova ad assistere impotente all’isolamento della figlia in sedia a rotelle». Da cinque mesi, racconta, la ragazza è segregata in casa, «costretta a cercare un raggio di sole dal ballatoio», unica luce per evadere da quattro mura diventate un confine insopportabile.

Secondo quanto riferito dai residenti, il guasto risalirebbe al passaggio del ciclone Harry e da allora non sarebbe mai stato risolto. «Tutto ciò avviene nonostante le 24 famiglie continuano a pagare regolarmente le quote», sottolinea Sorgia. A ciò si aggiunge il fatto che il secondo ascensore risulta fuori uso da ben prima di gennaio. Il palazzo è di gestione dell’ente Area. A detta degli abitanti, chi di dovere attende l’intervento delle istituzioni, non disponendo delle risorse necessarie per anticipare i lavori di riparazione.Nella piazza, intanto, da mesi sono in corso interventi e cantieri che contribuiscono ad aumentare il disagio quotidiano.

Sulla vicenda interviene anche l’assessora comunale alla salute e al benessere di cittadine e cittadini Anna Puddu, che chiarisce i limiti di competenza: «L’immobile è di Area quindi non può esserci un intervento diretto del Comune». L’assessora conferma però di aver segnalato il caso: «Abbiamo già trasmesso la situazione all’ente, che ci ha assicurato un attivazione. Da parte nostra continueremo a vigilare affinché venga garantita una soluzione».

Resta intanto l’emergenza quotidiana per chi, da mesi, non può uscire di casa, vedendo calpestato il proprio diritto alla mobilità. «Sto valutando una denuncia formale alle autorità», aggiunge Sorgia, «oltre al coinvolgimento immediato dei servizi sociali e dei Vigili del fuoco. Una realtà simile non può essere tollerata in una società civile».

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