Ciclismo.

Aru: «Corsa ideale in questa fase della stagione» 

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Castelsardo. Asfaltarici e rulli compressori a bordo strada raccontano una corsa prima della corsa. Castelsardo vuole farsi trovare pronta, stamattina, quando il gruppo dei corridori del 30° Gira di Sardegna si muoverà da piazza Nuova in direzione della Roccia dell’Elefante, dove è posto il km zero. Le auto delle strade, il viavai dei 23 direttori sportivi che ritirano il materiale di gara per i propri sette corridori e partecipano alla riunione tecnica, agita il cuore del paese. Il Giro riparte da qui e la speranza è che trovi entusiasmo e partecipazione lungo la via. Adriano Amici, che con il Gs Emilia ha ricevuto l’incarico di organizzare dalla Lega Professionisti, è «emozionato e grato. Tornare in Sardegna è bello e rivedere persone che ancora si ricordano delle precedenti esperienze ti fa sentire a casa».

Fabio Aru, uno dei testimonial, è atterrato ieri ad Alghero e sorride: «Già quindici anni fa era in un periodo del calendario perfetto per mettere il ritmo giusto nelle gambe per Parigi-Nizza o Tirreno Adriatico, dove devi essere già a punto», spiega. «C’è chi sceglia la Vuelta Valenciana, o la Ruta del Sol o l’Algarve e adesso questo Giro può essere messo alla pari con queste corse. E magari un campione potrà scegliere di venire a questa corsa, preferendola a quello. Questo credo che debba essere lo scopo per i prossimi anni».

Fabio scorre la lista dei partenti, ogni tanto indica con il dito i corridori da seguire: «Vedo Lorenzo Finn, vedo Nicola Conci, Fausto Masnada. La Soudal ha Gianmarco Garofoli, Filippo Zana ma anche il belga Mauri Vansevenant...». Lui è ormai più in confidenza con i direttori sportivi, tra i quali c’è anche Paolo Tiralongo, con il quale ha corso per anni. Chi ha già corso quest’anno avrà un vantaggio sui tanti al debutto? «Il ciclismo è cambiato, si arriva alla prima corsa già preparati. Forse qualche anno fa era diverso. Però credo che i nostri percorsi, che non sono spaccagambe, e magari il vento consentiranno a chi ancora non lo fosse di entrare in condizione».

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