Carbonia.

Arte e inclusione contro la violenza 

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Spazi pubblici più curati e accoglienti per usare i colori e l’inclusione come risposta a chi usa la violenza, fisica o verbale, per intimidire e disturbare l’azione amministrativa che nei piccoli centri colpiti dalla crisi è spesso complicata da portare avanti.

Nessuno a Carbonia ha dimenticato l’atto intimidatorio (un innesco incendiario vicino alla sua auto) di cui, un anno fa, è stato vittima il sindaco Pietro Morittu. Il gesto provocò un’ondata di sdegno, ma anche la necessità di una presa di coscienza da parte di chi ogni giorno è a contatto con chi la crisi la vive sulla propria pelle. Oggi come allora fu chiaro (purtroppo non a tutti visto che c’è chi continua in quella direzione) quanto i toni violenti e l’istigazione alla protesta portano solo maggiore esasperazione visto che è palese che gli amministratori, sindaci in primis, non possono risolvere in prima persona tutte le emergenze più annose. «Visto che a seguito di quel gesto il Comune ha ricevuto dei fondi che il Governo destina agli enti locali i cui amministratori hanno subito episodi di intimidazione – dice Morittu – abbiamo deciso di utilizzare quelle risorse per tutelare e ripristinare il patrimonio pubblico comunale con un intervento sulla piazza e anfiteatro dell'ex Circoscrizione di Bacu Abis. Sarà realizzata un’opera di street art che contenga un messaggio volto alla promozione della legalità».

Il progetto di rigenerazione urbana è stato affidato all’artista Giorgio Casu e permetterà di trasformare uno spazio degradato in un centro di aggregazione sociale e culturale. Si focalizza nel recupero del campetto da basket al centro della frazione sui cui l’artista applicherà il suo stile distintivo di colori e geometrie dinamiche. Il risultato sarà uno spazio sportivo rinato ma anche una piazza multifunzionale destinata o ospitare eventi pubblici e momenti di socialità per la comunità locale. La cifra non è imponente, si tratta di 17.700 euro, ma è una cifra simbolica che ha proprio l’obiettivo di promuovere la legalità e rafforzare la democrazia locale. E l’amministrazione comunale ha tutta l’intenzione di andare in questa direzione: «Il messaggio che ci sentiamo di lanciare è molto chiaro – dice il sindaco – la nostra città, come i tanti centri del Sulcis, vive una crisi senza precedenti ma la violenza, nelle azioni o nei toni, è il modo più sbagliato per affrontarla».

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