Carbonia.

Aria di secessione nelle frazioni 

Dopo Bacu Abis anche a Cortoghiana si fa strada il malcontento 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Soffia aria di secessione nelle frazioni di Carbonia. C’è chi parla di corsi e ricorsi storici visto che Bacu Abis, con quella in corso questi giorni, arriva alla quarta petizione in trent’anni per dire addio a Carbonia e anche a Cortoghiana, chi ha una buona memoria storica, sa che i malumori di questi giorni, messi nero su bianco da una durissima mozione e da un’interpellanza dell’opposizione, ricordano quelli che che già negli anni ’70 e poi ’90 del secolo scorso portarono all’idea della costituzione del Comune autonomo. Si sfiorò il referendum poi boicottato in Consiglio regionale dove la maggioranza dei consiglieri votò no alla proposta che il referendum si svolgesse solo a Cortoghiana.

L’attacco

In una nota di Sinistra futura e Movimento 5 Stelle si sottolineano «disservizi e una mancanza di presenza istituzionale adeguata nella frazione» temi che hanno portato alla richiesta di interventi urgenti e concreti. I consiglieri pongono l’accento sul mancato rispetto degli orari di apertura degli uffici comunali nella sede decentrata della circoscrizione, disservizio che a loro parere «svuota di fatto la funzione stessa della sede decentrata, contraddice il principio di decentramento amministrativo, e costringe gli utenti a doversi recare presso la sede centrale di Carbonia, con un evidente aggravio di tempo e costi, danneggiando principalmente le fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani e persone con difficoltà di mobilità». Da cui l’interpellanza che chiede una soluzione. Nella mozione, inoltre, affrontano il tema della sicurezza nella frazione, in particolare durante il mercatino settimanale e nei momenti di maggiore affluenza, come l’apertura e la chiusura delle scuole. Sostengono con fermezza che «la presenza visibile di almeno un agente della Polizia locale non solo garantirebbe maggiore sicurezza, ma sarebbe anche un segno tangibile della vicinanza dell’amministrazione ai bisogni concreti della comunità locale».

La replica

In attesa delle risposte ufficiali in Consiglio, il consigliere comunale del Pd Alberto Pili, residente a Cortoghiana, ha preso la parola sui social ricordando prima di tutto il passato, ovvero di quando, nel 1990, «da giovane segretario della locale sezione del Pci fui in prima fila a sostenere in Consiglio regionale le ragioni dell’autonomia di Cortoghiana. Purtroppo i 59 voti raccolti in Consiglio regionale a favore della costituzione del Comune autonomo di Cortoghiana non furono sufficienti e l'istanza fu respinta». Pili ricorda poi quanto si fece per rafforzare il ruolo della Circoscrizione e per il decentramento dei servizi, sforzi resi vano dalla riforma nazionale che nel 2011 abolì le Circoscrizioni. Ma non ci sta ad accettare gli attacchi di scarso impegno, rivendicando il confronto costante con associazioni, scuole e singoli cittadini e l’impegno per trovare finanziamenti e soluzioni. «Certamente si poteva e si può fare di più – sottolinea – ma certamente c'è una inversione di rotta ed una rinnovata attenzione per Cortoghiana testimoniata non solo dai lavori pubblici conclusi ma anche dai tanti progetti candidati al finanziamento». Parole che accompagna all’elenco di quanto ottenuto e di quanto messo già in campo per il futuro».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?