Il focus.

Aree pedonali h24, scontro sulla scelta 

Via Sassari e parte della Marina senza auto: residenti e commercianti divisi 

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La zona pedonale nel centro storico divide, tra favorevoli e contrari. La delibera di Giunta dello scorso 26 febbraio ha istituito le aree senz’auto in 6 strade fra Marina e Stampace: via Sassari, via Malta, via Cavour, via dei Mille, via Porcile e via Sant’Eulalia. In alcuni casi lo stop al traffico è da giugno a ottobre, in altri già da aprile. Ma in tutti l’orario è sempre lo stesso: h24, con minime deroghe per carico e scarico (dalle 7 alle 11 nei giorni feriali, per 15 minuti) e mezzi di emergenza.

Nelle intenzioni del Comune dovrebbe promuovere gli spazi all’aperto per gli esercizi commerciali, in particolare i tavolini per i ristoranti, ma non tutti sono d’accordo.

Le critiche

Laura Deplano è la titolare dello storico hotel ristorante Flora, in via Sassari, pedonale dal 1° giugno al 31 ottobre nel tratto da piazza del Carmine a via Mameli (e via Malta da vico Malta a via Sassari). «Nella delibera è scritto che ha trovato il consenso di residenti e commercianti, ma non sono mai stata interpellata», segnala.

Nel 2025 l’area pedonale aveva avuto le stesse modalità, ma non tutto era filato liscio. «C’erano state polemiche», ricorda Deplano. «La zona, senza più il traffico delle pattuglie, diventa molto pericolosa e terra di nessuno: abbiamo visto risse e altri problemi». E le difficoltà sono anche sulla viabilità: «Ora è cambiata in via Crispi, senza via Sassari per tornare indietro bisogna arrivare fino in viale Trieste e risalire da via Mameli. È un disagio anche per taxi e anziani».

Secondo Deplano, c’era una soluzione migliore: «Le pedane nei parcheggi, senza bloccare la strada, per lavorare tranquilli e rispettare i residenti. Noi non avevamo chiesto i tavolini neanche l’anno scorso».

A favore

Sempre in via Sassari, l’anno scorso alcuni residenti avevano raccolto delle firme contro la pedonalizzazione. «Ma bisogna sensibilizzare ed evidenziare che si tratta di un piccolo disagio per qualche mese», fa notare Esmeralda Santamaria, proprietaria del ristorante Savory. «Sono favorevole alla pedonalizzazione perenne, poi ci sta che qualcuno non sia d’accordo. E l’anno scorso, in una situazione complicata per le risse in strada, l’area pedonale ha un po’ sistemato».

Anche i clienti risultano essere divisi: «I nostri sono prevalentemente turisti e preferiscono stare solo all’esterno, con qualsiasi tipo di clima. Mentre il sardo, almeno da quanto ho potuto notare nel nostro ristorante, predilige stare all’interno», aggiunge Santamaria. «E non va trascurato che coi dehors aumentiamo l’occupazione: coi coperti in più ci sono più assunzioni».

Le perplessità

Via Cavour (nel tratto fra via Sant’Eulalia e via Lepanto), via dei Mille (tra via Cavour e via Roma, traversa inclusa) e via Sant’Eulalia (tra via Sicilia e via Cavour): sono le strade della Marina dove la pedonalizzazione sarà attiva dal prossimo 1° aprile, sempre fino al 31 ottobre. Via Porcile, tra via Cavour e via Sardegna, sarà invece dal 1° giugno al 31 ottobre.

«Faremo una petizione perché venga ridotta solo a un paio di mesi», anticipa Sandra Orrù, presidente dell’associazione “Apriamo le finestre alla Marina”. «La pedonalizzazione ha creato solo delle pertinenze per i ristoratori, noi residenti non siamo stati chiamati in causa. Non c’è nulla che migliori il quartiere e la sfruttano pochi ristoratori, alcuni solo per parcheggiare la loro auto. Si sono create situazioni di pericolo anche coi tavolini: non è vero che aumenta la sicurezza. E, oltre a togliere parcheggi, non è garantito il passaggio alle ambulanze».

Claudio Mura, titolare del ristorante Antica Hostaria in via Cavour, è invece favorevole: «La pedonalizzazione porta nuova linfa e dà la possibilità a noi ristoratori di programmare con largo anticipo. Sono stato criticato per questo, ma ribadisco che quando portiamo fuori i tavoli presidiamo la zona: di certo vogliamo far diminuire la malamovida», afferma. «La zona pedonale la rispettiamo: è una possibilità per tutti i ristoranti di poter mettere i tavolini fuori», dice Vincenzo Tiana, residente.

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