L’area giochi nella nuova via Roma tra aspetti positivi e criticità: piace per la posizione in una zona con pochi parchi ma viene bocciata per l’ombra ridotta e per i troppi pericoli. Basta fare un giro nella zona e raccogliere delle reazioni per farsi un’idea. «Sono le cinque del pomeriggio e non so dove portare le mie figlie a giocare», esclama Lucia Paglietti, madre di due bambine. Vive in centro: «Uscire di casa e raggiungere un parco, è diventato un problema quotidiano. L’area giochi di via Roma non mi convince: è come se avessero costruito un parchetto in una rotonda», dice osservando le due carreggiate che costeggiano lo spazio. E aggiunge: «Non c’è nemmeno un albero. Impossibile trovare un po’ d’ombra necessaria con questo caldo».
Altri spazi
Per chi vive nel cuore della città le alternative sono praticamente inesistenti. «Noi del centro non sappiamo dove portare i nostri figli», prosegue Paglietti. E aggiunge: «Ci sono tante aree che potrebbero essere riqualificate e trasformate in spazi per i bambini. E anche per noi mamme sarebbe bello avere un luogo dove incontrarsi, fare amicizia, scambiare due parole e creare comunità. Quando i bambini giocano, restiamo sempre in allerta, con la paura che possano scavalcare la recinzione e finire in strada», conclude riferendosi al parco giochi di via Roma. Un’area realizzata al termine della nuova passeggiata che, sulla carta, rappresenta un servizio importante, ma che da tempo è al centro di dibattito.
I timori
Preoccupano poi gli atteggiamenti di chi frequenta la zona, in particolare l’area fitness. Genitori e “tate” raccontano di episodi che avrebbero visto protagoniste persone aggressive o in evidente stato di alterazione. Situazioni segnalate anche alle forze dell’ordine. «Dovrebbero mettere delle telecamere», dice Anna Floris, baby sitter di un bambino. «Mi son sentita spesso in pericolo». Chi in questi giorni frequenta il parco è Asel Tashybaeva, arrivata dalla Norvegia insieme alle sue due figlie gemelle. «Veniamo da via Machiavelli in autobus per giocare un po’. I bambini hanno bisogno di correre, non possiamo tenerli in casa davanti ai tablet e non possiamo nemmeno portarli al mare tutti i giorni». Le criticità non mancano. «Il parco è molto piccolo. La sera si creano lunghe file per l’altalena». E c’è un problema sicurezza. «Le recinzioni sono pericolose. Un bambino piccolo può passare, scavalcare o gattonare sotto». Il confronto con la Norvegia non regge: «Lì ci sono tantissimi parchi, con pavimentazioni che attutiscono le cadute, giochi per tutte le età e, in molti casi, anche bagni per bambini. Qui in centro sono davvero pochi. Perché?».
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