L’inchiesta.

Anziani e disabili vessati da 14enni 

I ragazzi postavano sui social i video con insulti e minacce alle vittime fragili 

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Appena quattro mesi fa l’operazione per fermare un gruppo di almeno 14 minorenni autori di rapine, furti, pestaggi ed estorsioni ai danni di ragazzini indifesi. Ieri un nuovo blitz dei carabinieri nei confronti di cinque giovanissimi, tra i 14 e i 16 anni, accusati di insulti, minacce, lancio di sassi e rifiuti contro anziani e persone con disabilità: azioni compiute tra Cagliari e l’hinterland riprese con i telefoni cellulari e poi pubblicate sui social, in particolare su TikTok, per raccogliere commenti, condivisioni e “like”. I militari della compagnia di Cagliari si sono presentati nelle abitazioni dei ragazzini, tra la città, Assemini e Capoterra, per le perquisizioni. Poi è scattata la segnalazione alla Procura per i Minorenni per atti persecutori. Un’altra indagine dunque che evidenzia la gravità delle azioni di gruppi di giovanissimi che spesso non non si rendono conto delle conseguenze delle loro azioni. Minori che, come emerge dagli accertamenti degli investigatori, alle spalle hanno dei genitori assenti in nuclei familiari il più delle volte senza particolari problematiche economiche o sociali.

I raid

Le indagini dei carabinieri della compagnia di Cagliari, sotto il coordinamento del comandante Simone Anelli, sono iniziate da alcune segnalazioni arrivate alla stazione di Assemini. Alcune persone con disabilità e anziani venivano presi di mira da alcuni adolescenti. Insulti, lancio di rifiuti e pietre nei cortili delle abitazioni delle vittime, ma anche atti vandalici. Si è poi scoperto che le incursioni diventavano di dominio pubblico perché pubblicate sui social. Gli accertamenti sono proseguiti e hanno permesso di allargare il cerchio a diversi ragazzini con età tra i 14 e i 16 anni. Un gruppo che agiva spostandosi su biciclette e monopattini elettrici. Cinque i giovanissimi maggiormente attivi – destinatari dei decreti di perquisizione domiciliare e dell’avviso di garanzia al termine delle indagini coordinate dalla Procura per i Minorenni – ma che hanno avuto la complicità anche di altri ragazzini.

Profili social

Monitorando i social (TikTok e Instagram in particolare) i carabinieri della stazione di Assemini e della compagnia di Cagliari hanno potuto ricostruire numerosi episodi, risalendo anche a un anno fa. Dunque le azioni, che rientrano in pieno nel cyberbullismo, sarebbero andate avanti per dodici mesi. Atti persecutori veri e propri, con pedinamenti delle vittime indifese: insulti, minacce e lancio di bottiglie, rifiuti e sassi verso le abitazioni degli anziani venivano ripetuti anche quotidianamente. Poi la pubblicazione sui profili social per raccogliere consensi senza minimamente riflettere sulle possibili gravi conseguenze. I carabinieri hanno così raccolto una serie di prove sulle azioni, sfociate nelle perquisizioni eseguite ieri mattina. Le indagini vanno avanti per verificare la posizione di altri ragazzini.

Rapine e pestaggi

Ancora una volta dunque un gruppo di adolescenti finisce al centro di un’inchiesta giudiziaria per azioni gravi. Come accaduto lo scorso febbraio quando i carabinieri hanno denunciato 14 minorenni accusati di aver messo a segno rapine, furti, pestaggi ed estorsioni prendendo di mira quasi sempre ragazzini indifesi. Si organizzavano sui social, dandosi appuntamento nelle principali zone di ritrovo di giovanissimi in città per poi colpire. In pochi mesi si sarebbero resi responsabili di una ventina di episodi denunciati alle forze dell’ordine. Durante le perquisizioni effettuate nelle abitazioni dei ragazzini sono stati sequestrati quattro coltelli (usati anche per tagliare la sostanza stupefacente), due pistole giocattolo senza tappo rosso, due passamontagna, due mazze da baseball, una katana.

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