Domusnovas-Iglesias.

Anziane derubate, restituiti i gioielli 

La felicità dopo la convocazione in caserma: «Che emozione, grazie ai carabinieri» 

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«Ho recuperato i gioielli e i ricordi di famiglia che mi erano stati rubati. Non riuscivo a crederci, sono grata ai carabinieri per quanto hanno fatto». Nelle parole di Giuseppina Uccheddu, tutta la felicità e le emozioni provate da lei e dalle altre persone anziane che le scorse settimane sono state derubate da una banda di truffatori che i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Iglesias, unitamente alle Stazioni di Domusnovas e Gonnesa, sono riusciti ad assicurare alla giustizia con un’indagine lampo.

Bloccati

Era scattato l’allarme in diversi paesi dell’Iglesiente quando due giovani, fingendosi rappresentanti delle forze dell’ordine, erano riusciti a violare la serenità di tanti anziani, entrando nelle loro case e facendosi consegnare oggetti preziosi dopo averne carpito la fiducia. Un furto reso ancora più odioso dal fatto che, come metodo di raggiro, hanno sfruttato la fiducia che le persone, in particolare gli anziani, ripongono nell’autorevolezza e nell’impegno che i carabinieri, polizia, guardia di finanza e tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine mettono nel lavoro per la sicurezza dei cittadini. Giuseppina Uccheddu si era fidata di chi si è presentato alla sua porta a Domusnovas come un carabiniere e, come lei, tanti altri anziani a Flumunimaggiore, Nebida e altri centri dell’Iglesiente dove il 15 ottobre sono stati arrestati due giovani, ritenuti responsabili di truffa aggravata, furto in abitazione in concorso, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. L’arresto era stato compiuto nella frazione di Nebida, dopo un’attenta analisi investigativa che aveva permesso di individuare il veicolo utilizzato dai due uomini che sono stati bloccati mentre tentavano di darsi alla fuga dopo aver derubato un’anziana della frazione. La perquisizione personale e la successiva ispezione presso la struttura ricettiva dove i due alloggiavano hanno permesso di recuperare un’immensa refurtiva dal valore ipotetico di circa settantamila euro.

La restituzione

Le anziane derubate erano rimaste devastate dal dolore e dalla paura per aver visto violato il loro spazio “sicuro” delle mura domestiche e per la perdita di tanti ricordi di famiglia. Da cui la grande gioia quando hanno ricevuto l’invito in caserma per riconoscere e recuperare il maltolto: «Sono andata con mio figlio, – dice Giuseppina Uccheddu – ho provato una grande felicità e tanta gratitudine, pensavo di aver perso tutto».

L’accaduto dà modo ai carabinieri di ribadire i consigli fondamentali per difendersi dai truffatori: nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede denaro o gioielli, somme di denaro, cauzioni o oggetti preziosi a domicilio per risolvere “incidenti” o “guai giudiziari” in cui sarebbero coinvolti familiari. Bisogna diffidare delle telefonate di emergenza, non aprire la porta agli sconosciuti, verificare sempre ogni azione o telefonata sospetta contattando subito il 112 o una persona di fiducia.

(ha collaborato S. Farris)

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