Il caso

Angelozzi, è il tempo delle riflessioni 

Sul diesse c’è la Cremonese: il Cagliari pensa per lui un ruolo da consulente di mercato 

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Il diesse se ne va. Anzi no, resta a Cagliari come consulente di mercato. Chissà. Non è stata certo garadue della finale playoff di Serie B tra Monza e Catanzaro allo stadio U-Power la location giusta per l’atteso incontro tra Guido Angelozzi e il presidente Tommaso Giulini, che l’anno scorso lo volle portare in Sardegna in virtù della sua conoscenza del calcio dei vivai e della sua propensione a lanciare i giovani nel calcio dei grandi. Magari hanno visto assieme la partita (tra i protagonisti riconosciuti dagli addetti ai lavori, l’ex centrale difensivo rossoblù Andrea Carboni), ma non era quello il momento per riprendersi definitivamente o lasciarsi.

Il personaggio

Angelozzi è l’uomo delle imprese impossibili. È il direttore sportivo che a Perugia è riuscito a salvare dal tracollo la squadra umbra, affidandosi prevalentemente a ragazzi presi dai campionati dilettantistici. Ha portato in Serie A lo Spezia dopo non aver demeritato a Bari e a Lecce, ha fatto bene a Frosinone – dove aveva allungato le grinfie su Matias Soulé – due stagioni fa, ma era retrocesso in B all’ultima giornata solo per la sorte avversa e un gol dell’Udinese. Ovunque sia stato, il suo compito lo ha sempre portato a termine. Anche a Cagliari dove, con un’intuizione, si è inventato Marco Palestra e, alla fine del mercato estivo, Gennaro Borrelli, centravanti, a parametro zero dopo il fallimento del Brescia, oltre al prestito di Luca Mazzitelli. E una sua intuizione è stata anche la cessione di Sebastiano Luperto alla Cremonese: un rischio – è vero – che però ha permesso alla società di monetizzare. Senza dire dei giovani del vivaio che, con la sua esperienza, è riuscito a mettere in mostra.

L’incontro

Il vero incontro tra il patron Giulini e il direttore sportivo potrebbe tenersi la prossima settimana. Al Cagliari le intuizioni, i colpi di genio e l’idea di un calcio divertente basato sulla valorizzazione delle risorse interne e, quindi, dei prodotti delle giovanili, piace e non poco. Ma in società ora sembrano farsi largo anche altre esigenze. Ed è qui che si fa strada, in caso di permanenza, la strada che aprirebbe per Angelozzi un ruolo da consulente di mercato.

Connessioni

Forse il ruolo del diesse – è questa la riflessione in corso nel club – è visto in modo più moderno, con competenze che spaziano dalla comunicazione ai rapporti esterni.

Angelozzi, insomma, è stato il profilo giusto per iniziare un certo percorso, ma ora servirebbe una figura capace di tener testa ai ritmi vorticosi di formazione tecnica e logistica a cui si sta sottoponendo Fabio Pisacane (ieri premiato ad Alghero dal sindaco Raimondo Cacciotto, a margine della Vibra Cup) con connessioni che si diramino dalla prima squadra e al settore giovanile senza la necessità di troppe mediazioni.

Bisogna capire però chi potrebbe incarnare questa figura, di sicuro non semplice da individuare. Angelozzi, le cui origini sono ben radicate in Sicilia, si trova bene nella nostra Isola. In passato ha raccontato che la sua frequentazione della Sardegna risale a diversi decenni fa. Conosce bene Cagliari e, a sentir lui, non se ne andrebbe mai.

Anche se la Cremonese va forte su di lui, visto che deve ricostruire la squadra per provare a risalire in A.Insomma, se decidesse di andare via bisognerebbe trovare un sostituto all’altezza.

Nomi nuovi

In questo caso, escludendo dal novero Ciro Polito, che a Cagliari sarebbe venuto di corsa, ma che non sarebbe considerato in partenza il massimo interprete della policy del club, si è parlato del giovane Matteo Lovisa, figlio dell’ex presidente del Pordenone e ora diesse della Juve Stabia. Ma, anche in questo caso, non tutti sarebbero convinti da questa opzione.

Per ora è un outsider Filippo Fusco, che ha di recente risolto il contratto con il Cesena, dove ha chiuso un ciclo più che positivo con il desiderio di iniziarne un altro magari in Serie A, ma la spinta della società è quella di fare un tentativo per ricomporre un mosaico che i risultati dello scorso campionato hanno fatto risultare azzeccato. Magari con qualche aggiustamento interno dettato da dinamiche aziendali, ma che non comprometterebbero la permanenza e la serenità del diesse.

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